La parte comica del Festival italiano…

 

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Però anche lui è bravo, ci stupirà ancora…

Paola Turci

Perchè sono donna e tifo per le donne,  non vogliatemene    male….:-)))))

Io tifavo per lei

Ho sbagliato tante volte nella vita

Chissà quante volte ancora sbaglierò

In questa piccola parentesi infinita, quante volte ho chiesto scusa e quante no

È una corsa che decide la sua meta, quanti ricordi che si lasciano per strada

Quante volte ho rovesciato la clessidra

Questo tempo non è sabbia ma è la vita che passa, che passa

Che sia benedetta

Per quanto assurda e complessa ci sembri, la vita è perfetta

Per quanto sembri incoerente e testarda, se cadi ti aspetta

Siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta

Tenersela stretta

Siamo eterno, siamo passi, siamo storie

Siamo figli della nostra verità

E se è vero che c’è un Dio e non ci abbandona

Che sia fatta adesso la sua volontà

In questo traffico di sguardi senza meta

In quei sorrisi spenti per la strada

Quante volte condanniamo questa vita

Illudendoci d’averla già capita

Non basta, non basta

Che sia benedetta

Per quanto assurda e complessa ci sembri, la vita è perfetta

Per quanto sembri incoerente e testarda, se cadi ti aspetta

Siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta, a tenersela stretta

A chi trova se stesso nel proprio coraggio

A chi nasce ogni giorno e comincia il suo viaggio

A chi lotta da sempre e sopporta il dolore

Qui nessuno è diverso, nessuno è migliore

A chi ha perso tutto e riparte da zero perché niente finisce quando vivi davvero

A chi resta da solo abbracciato al silenzio

A chi dona l’amore che ha dentro

Che sia benedetta

Per quanto assurda e complessa ci sembri, la vita è perfetta

Per quanto sembri incoerente e testarda, se cadi ti aspetta

E siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta

A tenersela stretta

Che sia benedetta

 

La musica che gira intorno

La rimonta di Ivano Fossati… un intramontabile

Last Christmas

“La musica è il dono più grande che Dio abbia fatto all’uomo”     George Michael

MADAMA BUTTERFLY

Lo spettacolo l’ho visto in televisione.

Straordinaria  la scenografia, i costumi, la location e naturalmente da oscar la musica pucciniana.

Bravissimi, per quel che ne capisco, i protagonisti.

E’ solo che nel mio immaginario Madama Butterfly dovrebbe avere le vesti di una fanciulletta,  e poi  il bimbetto non è stato il massimo (dettagli irrilevanti, senza dubbio, ma nell’inquadratura finale, le poche volte che viene ripreso in volto, non riesce a trattenere   un sorriso, al culmine di una scena drammaticissima…)

Forse sbaglio, penso di potere leggere un testo  operistico come se fosse un testo cinematografico; certo che se anche tutto tutto tutto risultasse perfetto, saremmo davanti alla perfezione assoluta.

Critiche indegne  a parte, del resto ingenerose  di fronte a un capolavoro  come quello che prevede la prima alla Scala  che apre la stagione,   se nel 2016 ancora fanno cassa  gli eventi scaligeri,  mi chiedo se è più per il valore erotico delle grandi storie d’amore,  così fuori tempo e nello stesso tempo  contemporanee  nel tempo di oggi,  o se è per il valore simbolico e sociale di sedere nel palco del più celebre   teatro del mondo.

Di certo   un applauso senza  fine a Puccini,  che ci ha regalato un sogno che non morirà mai.

E a tutta la fabbrica di costumisti, tecnici, musicisti, operatori, interpreti, sognatori  ecc ecc  che ci permettono  di gustare e replicare  una serata indimenticabile…

Del resto Milano era in debito con l’artista  romantico della musica  d’opera, e soprattutto con questo spartito musicale, che fu un incredibile fiasco nel suo esordio… Ieri, nonostante qualche piccola  pecca,   è stato riscattato.

Nella serata  di sant’Ambrogio,  si è ripetuto il solito copione di sempre: dentro la sala luci e merletti (quest’anno   un pò sotto tono  per via della  recentissima crisi di governo…), e fuori dalla Scala  manifestanti  arrabbiati e striscioni di contestazione…

In quanto agli interpreti,   impossibile fare paragoni  tra le grandi; credo che  la insuperabile Maria  Callas rimanga assoluta ed imparagonabile,  e poco  so dell’interprete di ieri sera, Maria Josè Siri.

Brava, forse anche  bravissima, ma tra l’essere grandi e l’entrare nella leggenda, c’è quel salto che rischia  di   farci  cadere nel vuoto.

Comunque sia,  gloria alla eroica e travolgente    Madama Butterfly.