le due diverse famiglie in piazza

 

Nello stesso giorno hanno deciso di convenire nelle piazze italiane le due diverse famiglie del nostro tempo.

In sostanza e in generale potremmo dire che   i giovani che guardano al presente e al futuro  vogliono il cambiamento, mentre  i meno giovani pongono dei   paletti a  questa evoluzione che merita   senz’altro uno sguardo molto attenzionale.

Non mi voglio schierare nè per l’una  nè per l’altra, non tanto perchè abbia paura di farlo, non tanto perchè non mi riservo d’avere le mie idee, che del resto più volte ho già avuto modo di riflettere, ma in quanto  non è questo il momento nè il luogo  di tirarsi indietro.

Si faccia questa benedetta legge che dovrebbe garantire gli stessi diritti civili a tutte le coppie, si faccia una capillare discussione  in tutti i luoghi del vivere pubblico, si arrivi a un benedetto accordo, qualunque esso dovesse essere, purchè frutto di un incontro, di un dibattito,  di una votazione condivisa e attraverso assunzioni di responsabilità.

Perchè il tempo non si ferma, non ci si può  nascondere con la testa sotto la sabbia, e la vita va avanti con noi come senza di noi…

 

 

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Gli USA aprono al pensiero gender

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E’ di questi giorni la storica apertura degli Stati Uniti  al pensiero gender.

E’ solo questione di tempo e tutto il mondo occidentale accetterà di fatto una idea nuova di famiglia, di figli, di paternità e di maternità. Ossia di società. Ossia di economia (perchè dove si parla di diritti si parla anche di soldi). Ossia di antropologia.

Davanti alla storia che chiede cambiamenti  il pensiero dei singoli ha poca rilevanza, ed i singoli sono chiamati ad adeguarsi  a quello che sembra una volontà ferrea di una intera società in mutazione.

Solo il tempo racconterà le implicazioni, le novità, le complicazioni, le difficoltà e gli errori  che ogni Cambiamento significativo porta con sè, un cambiamento che oggi non è più possibile fermare, credo non sia più nemmeno corretto  ostacolare.

Ma allora  come  si può  conciliare tutto questo  con quello che  sembra  presentarsi e rimanere  come un essere fuori tempo, fuori moda, fuori tutto?

Personalmente continuo a credere che la famiglia normale debba essere costituita da un padre, una madre e via discorrendo; come  anche  credo che anche le famiglie non normali debbano avere i loro diritti garantiti, nel nome di un amore che si vuole dichiarare senza sesso e dunque senza  imposizioni di sorta.

A causa di questa uguaglianza di diritti da tutelarsi,  le famiglie non possono essere classificate però (come io non riesco a fare e credo non ci riuscirò mai, essendo questo un mio limite)  tra  l’essere  nella norma e l’esser  fuori della norma, e dunque la società e le leggi procederanno affinchè questa distinzione  di parte  che viene tacciata di omofobia,  non possa avere la meglio  e causare discrimini, come è sempre accaduto nel passato.

Nelle scuole si insegnerà per decreto, ossia per programma ministeriale,  il pensiero gender  e ci saranno notevoli conseguenze e modifiche  nell’educazione e nello sviluppo della pedagogia  condivisa, da come è stata ad oggi intesa e progettata.

Questo comporterà tutto un ciclo di formazione rivolta ai docenti  ed in parte anche alle famiglie  che dovranno prepararsi a questa importante  esigenza  collettiva.

Non solo, questo mutamento comporterà decine e decine d’anni di assestamento, durante i quali accadranno cose nuove e non prevedibili, ovviamente  del tutto legittime.

Coloro che si  rifiuteranno di accettare questa presunta  ideologia, dovranno in qualche modo  adattarsi pena il loro allontanamento dalla scuola  pubblica, oppure in alternativa    rifugiarsi nelle scuole private e cosiddette confessionali.

Di sicuro si va anche ad ingrandire il gap  che già esiste tra la laicissima  cultura occidentale e la lontanissima cultura orientale araba, che rimane nelle sue maglie più incontrollate ed oscure profondamente teocratica, e visto il già dilagante terrorismo islamico, i folli della jiadh  aggiungeranno anche questo tassello alla loro violenza (è il normale  prezzo richiesto a chi si ritiene essere  avanti nello sviluppo e nel progresso).

Per concludere, credo che ogni paese dovrebbe proporre un referendum  al suo popolo, chiamato a rispondere nelle urne con un parere favorevole o sfavorevole.

Favorevole non all’amore  libero  (retaggio degli anni della contestazione) ma alla parità di genere (sostanza del mondo che si è totalmente emancipato dalla tradizione, dalla storia, dalla letteratura  religiosa  e da un certo modo di intendere la ragione).

Solo questo referendum giustificherebbe e permetterebbe   agli occhi di tutti  l’accettazione e l’effettivo normamento  di questa   nuova prassi  familiare. Così come si fece per il divorzio e per l’aborto (ma con la differenza che l’aborto ed il divorzio non si chiedeva di imporli ma solo di legittimarli).

Potrebbe sembrare un passaggio forzato o discriminatorio,  ma visto che la materia è imponente  e profonda,  quale procedura migliore di detto trasparente e democratico  agire politico?

Visto che la verità sulla questione non può essere dettata con leggerezza nè da una minoranza che si vorrebbe    imporre, nè da una presunta  e forse non esistente  maggioranza che chiederebbe l’immobilismo di fatto,   che referendum sia.

 

la mamma europea più vecchia e prolifera del mondo

A 65 anni, single, già mamma di 13 figli, con una inseminazione artificiale  partorisce 4 gemelli in buona salute.

Voleva solo dare una sorellina alla figlia più piccola di 10 anni.

qui i dettagli

Giusto per dire a tutte le mamme che con un figlio hanno da lamentarsi, prendete esempio da lei che di sicuro non si è mai lamentata…

 

 

4 gennaio 2015

Maria e Mario

La Maria di cui parlo è Maria Montessori; Mario sarebbe suo figlio, che la nostra più importante pedagogista di fama mondiale è costretta a partorire nel segreto per evitare scandali (non essendo sposata) e per evitare di rischiare di perdere il diritto a continuare a vedere la sua creatura (in un tempo in cui l’essere donna non era protetto da nessuna legge)
Leggi ferree ed ipocrite severissime, che probabilmente hanno portato il mondo oggi ad essere quasi l’opposto di quello che era allora.
La fiction su questa drammatica e sfortunata vicenda personale probabilmente ci dà degli spunti romanzati, che possono lasciare il tempo che trovano.
Non è la vicenda romanzata che mi interessa riflettere.
Almeno tre cose emergono chiare dalla vicenda storica (e dunque non romanzata):
1. la complessa personalità della Montessori, una mescolanza di coraggio e di incoscienza, di saggezza e di slancio pressochè infantile, di ambizione e di dedizione al sacrificio, di ferma determinazione e di capacità di analisi obiettiva, che ce la consegnano in tutta la sua normalità e vicinanza
2. il suo essere nata in un tempo storico dove i bambini orfani venivano destinati al manicomio, ad essere etichettati come bambini con problemi mentali, solo perchè di loro nessuno se ne voleva occupare e se ne era mai preso il carico, non in maniera scientifica, non in maniera politica e non in maniera umanitaria
3. il suo incrociarsi con persone autorevoli che a lei diedero tanto il peggio di sè come anche grandi occasioni di sviluppo e di insperata provvidenziale salvezza

Ecco, volevo solo concludere con il giudizio finale: semplicemente un esempio di insegnante e di madre ok.

Io la trovo una donna  straordinariamente moderna, giovane, vitale, incoraggiante, e non mi stancherò mai di ripeterlo.

13 maggio: rivoluzione femminile ed attualità di Maria

 

La rivoluzione femminile e con essa il nuovo mondo è iniziato con Maria, ma ce lo si è dimenticato e non se ne parla adeguatamente. Il mondo è troppo maschile per accorgersi delle donne, e le donne sono troppo sciocche per prendersene carico; o sanno solo piangere lacrime posticce ed occuparsi di cose leggere, o sanno solo rivendicare l’uguaglianza con il maschio finendo per ignorare la propria preziosa diversità. Fortunatamente c’è sempre chi non si schiera con la massa informe, chi ragiona con la propria testa e sente con il proprio cuore quale debba essere il proprio ruolo nella storia.

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