Solo un piccolo ma egregio esempio di teatro come testimonianza civile e sociale

Essere geniali, in circostanze difficili, può diventare un problema, per gli altri soprattutto.
Parte da questa considerazione il lavoro di approfondimento che Marco Paolini e Francesco Niccolini hanno dedicato a Galileo. Il padre della scienza moderna, ma soprattutto una mente aperta al dubbio fino alla fine, fino alla vecchiaia. Lo spettacolo non approfondisce la tradizionale dialettica fede-ragione, che ha segnato la storia dello scienziato e del Seicento; piuttosto indaga sulla discussione a tre tra fede, ragione e superstizione. L’obiettivo di Paolini con la sua nuova produzione teatrale è coinvolgere il pubblico – soprattutto i più giovani – nel ragionamento, non solo nel racconto. Va in scena a teatro un dialogo, anche se non proprio sopra i massimi sistemi, ma almeno su di un “minimo comune e multiplo”: la vocazione scientifica.
Perché vederlo?
Perché l’autore-attore trevigiano ama gli eroi “contro”. Galileo fu un personaggio controverso, abiurò per aver salva la vita, ma fu l’unico ad appoggiare l’occhio – e una mente scevra da superstizioni – sulla lente del cannocchiale. Niente di meglio per Marco Paolini.
PAOLINI QUANDO C’E’ DA PARLAR SU INGIUSTIZIE E CRIMINI, E’ UN FIUME IN PIENA PEGGIO DEL VAIONT…ASCOLTIAMOLO
AUSMERZEN ossia A marzo…
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.