Morto Don Franzoni

L’ex Padre benedettino Franzoni

Personaggio discusso,  controcorrente, discutibile, non condivisibile ma interessante.

Aldilà dell’area di appartenenza,  cerchiamo uomini che usano la propria testa per fare del bene alla propria comunità.

Per questo cerco personaggi scomodi, ovunque debbano essere stanati…

Si faccia avanti il prossimo 🙂

Sveva e Andrea in città

Sveva Modignani e Andrea Vitali  sono venuti in città a presentare i loro ultimi libri.

Non li avevo mai visti nè li ho mai letti, in sincerità. Nessuna opera di questi due  autori nemmeno tanto giovani.    E invece sono due belle penne  della nostra bella Italia, che vendono bene, ma che a quanto pare scrivono anche in maniera  davvero  accattivante.

Se scrivono come si sanno presentare, dovrebbero essere dei geni.

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La tragedia di Giulio Regeni

Lui  era Giulio Regeni, un giovane ricercatore universitario che stava portando avanti la sua ricerca   di dottorato per conto degli inglesi    Al Cairo, in Egitto.

Un anno fa proprio oggi, il 25 gennaio 2016, il suo corpo martoriato veniva ritrovato  senza vita,  torturato in ogni sua parte, tanto che la madre  disse, nel vederlo “Aveva intatta solo la punta del naso”

Su questa morte il governo egiziano ha cercato di raccontare le più varie versioni, tutte del resto inverosimili.

Prima ci fu detto che Regeni aveva subito un incidente automobilistico.

Poi ci fu detto che il giovane Regeni era finito in uno strano giro di omosessuali.

Quindi che era finito in uno strano giro di droga.

Quindi che era stato rapito da una gruppo di sbandati malavitosi    che ne volevano chiedere il riscatto.

Dopo questa ennesima  versione  assurda e poco credibile,  che ci ha fatto molto incazzare per il fatto di venire presi in giro  da un paese straniero che ritenevamo amico,  ecco l’ultima apparente verità.  Regeni andava in giro a fare domande poco  opportune,  assoldato dai suoi capi inglesi dell’Università,  e quindi  è stato denunciato  per patriottismo  alla polizia egiziana dal capo del sindacato autonomo  degli ambulanti,   accusato   di essere una  pericolosa  spia  che andava eliminata.

Esiste un video che ritrae Giulio nove giorni prima di venire fatto sparire.

In questo video il sindacalista gli chiedeva del denaro, ma lui risponde che non può dare denaro per una ricerca universitaria i cui finanziamenti non dipendono   da lui, di cui lui certo non ha nessun  interesse privato e personale.

Allora come sarebbe andata a finire? Il sindacalista lo vende alle forze dell’ordine perchè non avrebbe ottenuto il compenso desiderato?

E perchè questo video compare solo oggi? E chi manovrava dietro  questo video?

Il sindacato o i servizi segreti? O entrambi?   Regeni era già stato avvistato da tempo   come una persona indesiderata che andava in giro a fare troppo domande scomode?

Ma perchè l’Università inglese che gioca un ruolo di primo piano in questa vicenda non fa sentire la sua chiara versione? Che non l’abbiano voluto fare i servizi segreti egiziani è abbastanza comprensibile.  Ma gli inglesi?

Regeni era consapevole di quanto stava rischiando in questa vicenda? Era consapevole di stare in una paese per nulla democratico  che certo avrebbe mal digerito il suo andare in giro a fare domande pericolose?  In che modo la stessa Università inglese  è in parte responsabile di  mandare suoi accademici dentro situazioni certamente scomode e troppo a rischio?

Al Cairo ogni giorno spariscono di media tre giovani sotto tortura e sotto repressione.

Giulio Regeni per  questo governo    era solo ed è stato solo un personaggio   che andava eliminato e che poi andava  scaricato nella maniera più opportuna e più indegna.

Per esempio, cercando di infangarne la memoria ed il merito, memoria e merito che non è stata in nulla scalfita da tutti questi 365 giorni  che ci dividono da quel tragico evento.

Credo che presto la totale verità verrà fuori. E  credo che  in questa storia gli inglesi giocano un ruolo non minore. Non si vuole sminuire la gravissima responsabilità del governo egiziano, un governo dittatoriale e violento,  che non poteva venire in alcun modo sottovalutato.

Di certo c’è solo che un giovane italiano brillante e coraggioso (forse fin troppo)  è stato eliminato tra le peggiori sevizie  nel compimento del suo lavoro, nel compimento del suo dovere, nel compimento della sua missione universitaria.

La sua famiglia ne porterà il dolore per sempre.

Noi possiamo solo  prenderne atto. E riflettere sull’immediato futuro. Anche con scelte internazionali mirate e accorte. Nel nome di questo nostro meritevole  italiano.

 

 

 

Morto il leader Maximo

Morto il lider Maximo

Nel bene e nel male ha fatto la storia di Cuba, è stato fino alla fine capace di rimanere fedele a se stesso e alla sua storia, alla storia della sua Isola: Cuba lo ha più amato che odiato, e per essere stato un dittatore,  il mondo ha potuto vedere di molto molto molto   peggio di lui…

E’ stata di certo la forma di comunismo di Stato  più a misura d’uomo  che si sia vista  sul pianeta Terra.

Rimane di certo  una realtà  alla quale fare riferimento e sulla  quale volgere studi e riflessioni, osservazioni, critiche e  possibili cambiamenti per il futuro, soprattutto dopo la fine dell’embargo americano.

Figura eccezionale che è entrata nell’immaginario collettivo accanto all’altro grandissimo lider,  rimasto  amatissimo ai giovani rivoluzionari di ogni tempo,  il  leggendario  Che Guevara.

In vita   ha dovuto combattere feroci lotte e guerre fredde senza risparmi di colpi da parte dei suoi potentissimi avversari, senza mai arrendersi.

A 90 anni  si è lasciato piegare dal tempo,  che non risparmia nessuno,  che arriva  nel momento che deve essere  per tutti…

Una rivoluzione autonoma, quella cubana; mai esportata, non esportabile, unica.

Ma il suo futuro?

 

 

Mattarella premia 40 cittadini tra noi…

Meraviglioso, non solo brutte notizie, non solo orrore, ma anche tante ragioni per essere fieri  di noi stessi….

Ecco 40 bravi cittadini che si sono distinti per qualcosa…

Ma chissà quanti ce ne sono in giro ancora di sconosciuti…che probabilmente tali rimarranno…

Premiati i gesti che ci rendono migliori

Leonard Cohen, la magia di Hallelujah e altro…

Leonard Cohen

Trump vince

 

E’      il nuovo volto della Grande America.

Ha spiazzato chi lo dava  per impossibile, chi lo ha   insultato in tutte le maniere, non sapendo mettersi nella pancia del Paese, della gente comune, la working class,  che deve preoccuparsi   di mettere insieme    il pranzo con la cena.

La Clinton  non ha convinto, non è piaciuta abbastanza,  non era certamente   lei la  persona giusta da mettere come controparte, troppo compromessa  con i giochi di palazzo, con  la politica del conformismo.

Il presidente uscente Obama ha subito fatto squadra, ha subito invitato il popolo  elettorale  ad accogliere pacificamente il risultato del voto,  anche se ci sono state manifestazioni giovanili spontanee   anti Trump, mosse  dalla cocente delusione e dalla paura del futuro.

Ecco, la democrazia è anche questo: ieri con un Presidente di colore, oggi con uno yankee  di razza  che   ha salutato e ringraziato la Grande  Congregazione Americana  per avergli dato fiducia, per averlo onorato di tanto  riconoscimento.

E  se Trump dovesse stupire tutti quanti???

Staremo a vedere. In politica contano solo i fatti.

Tina Anselmi…

E’ morta Tina Anselmi, una grande protagonista  dello scenario politico del nostro Paese, al di là degli schieramenti politici di appartenenza.

Credeva nei valori della libertà e della democrazia, in tempi in cui la libertà  non era certo una garanzia. Ci ha creduto sempre,  anche dopo quando la libertà è diventata un’abitudine che si  rischia di dare per certa ed acquisita, proprio  quando basta poco per perderla e farla scivolare dentro il pantano del caos.

E’ giusto celebrarla, anche se ai giovani dice poco o nulla, anche se ai loro occhi può apparire come un’ anonima  vecchia del passato che nulla a che fare con il nostro mondo di oggi.

E invece occorre ricordare a tutti, e soprattutto alle ragazze e a tutto il mondo femminile del  nostro tempo,  che questa  semisconosciuta morta  a ottantanove anni  è  stata una ragazza esattamente come loro, che ha saputo fare fin da giovanissima  delle scelte coraggiose importanti, che non ha avuto timore di impegnarsi e di credere in una società migliore.

Ci sono oggi le Tina Anselmi di domani?  Donne che hanno un progetto e intendano perseguirlo  a beneficio di tanti?  Che sia in politica o in altri settori della vita,  poco importa.  Io credo di sì,  questa è l’eredità che  questa esemplare  e  non certo  superata  donna  di vita    ci lascia in consegna.

Il santo Dalai Lama a Milano

Incontro attesissimo e felice tra  la più alta religione non monoteistica  e il nostro mondo cattolico.

Giovani e meno giovani, persone famose e qualunque, tutti sono stati attratti da questa personalità solare, gioiosa, giovane e piena di compassione per l’umanità.

Viva  il Dalai Lama!

Qui la cronaca dal Corriere di Milano

La stella di Bachetti

La stella di Bachetti

 

 

La Monaca di Monza

 

Apre la mostra  monzese dedicata alla Monaca di Monza,  un personaggio tristemente noto e realmente esistito  che fu protagonista di un fatto  terribile e scandaloso  risalente al  principio del 1600.

A questo personaggio Manzoni si è ispirato per la sua Gertrude, che nel celeberrimo romanzo riprende le vesti   della Signora che abitava nel Monastero ai tempi dei fatti accaduti a Renzo e Lucia.

Nella Mostra  si possono osservare quadri d’epoca, raffigurazioni della religiosa (quella vera)  prima e dopo la sua clausura, raffigurazioni della monaca che la ritraggono in alcuni dei più significativi episodi  narrati anche nel celebre racconto   dei Promessi Sposi, infine  incisioni del tempo ed oggetti storici.

Ci sono stampe del tempo, persino un diario  che fu  posseduto dalla stessa Monaca, e infine   dei  video che raccontano le fasi   del processo  ricostruite con sapienza,  che portò all’incriminazione della religiosa e alla condanna di venire murata viva dentro una stanza fino al giorno della sua morte (ci rimase di fatto per tredici anni e poi fu liberata)

Uniche  fessure  concesse: quella per fare entrare l’aria  e quella per fare entrare il cibo.

Conosciamo tutti, se siamo stati studenti italiani, la vicenda della poveretta: lei apparteneva ad una famiglia nobile, ma caduta in difficoltà. Per ragioni economiche e di calcolo  fu  stata destinata a prendere i voti, pur non avendo la vocazione e pur potendosi in qualche modo opporre prima di ridursi al  definitivo  internamento.

Finisce a far la reclusione, ma poi anche se reclusa, ha modo di fare conoscenza con un certo  personaggio maschile che  frequenta di tanto in tanto le mura del luogo religioso.

Da cosa nasce cosa, lei viene sedotta e messa in gravidanza per ben due volte: la prima volta partorisce un putto morto, ma la seconda  volta una bella bambina perfettamente sana, che viene portata a casa dallo stesso padre e lì fatta crescere.

Tutto potrebbe rimanere  nell’accettabile,  nonostante la violazione del voto di castità; se non fosse che le cose precipitano.

Ci si mette di mezzo una novizia che scoprendo la tresca tra la monaca ed il suo amante minaccia di far voce all’arcivescovo Federico  Borromeo. La novizia viene uccisa da chi possiamo immaginare, il suo cadavere viene portato via dal convento e poi fatto sparire sembrerebbe tagliato in tanti pezzi e sparsi in ogni dove.

Dopo il delitto della suora malcapitata, segue quello delle due pericolose testimoni dei fatti fin qui descritti: le due fedelissime di Gertrude, il nome di fantasia dato dal Manzoni alla più famosa Monaca malmonacata  della nostra letteratura.  Nella realtà  la suora di clausura si chiamava Virginia Maria.

Delle due povere consorelle,  la prima viene effettivamente   ferita in modo serio, e poi indotta a morte.

Alla seconda  riesce soltanto di  essere  gettata  in un pozzo, dove viene rinvenuta l’indomani da  passanti che di là traghettando ne sentono le urla di richiamo e la traggono in salvo.

Ormai dei terribili fatti non si può più conservare il segreto, che ben presto finisce sulla bocca di tutti  fino ad arrivare nelle mani della Magistratura del tempo.

La Monaca viene processata e come già detto condannata.

Marianna, il vero nome della Monaca storica,  cercherà fino alla fine di proclamarsi innocente, pur ammettendo tutti i fatti, giustificandoli col dire che all’epoca dei  eventi   fosse stata posseduta dal demonio e non in grado di intendere e di volere.

Gettata viva dentro la stanza della sua espiazione, di fatto vi  rimane fino a che riceverà dal  Borromeo  l’inaspettata   grazia.

Tornata libera, l’infelice  rinsavita o  acquistata a comportamenti più equilibrati,    continuerà a rimanere in vita per quasi trent’anni,  e  condurrà    questo suo secondo periodo di esistenza in maniera esemplare e devota.

Il fenomeno delle monache obbligate a prendere i voti purtroppo in passato non era un evento raro; sembrava che la Chiesa cercasse di ostacolarlo, non avendo bisogno di false devozioni e non necessitando di  vocazioni false   che entrassero   in convento solo per obbedire  ai voleri della famiglia.

Queste disgraziate  venivano  di fatto  obbligate  a consacrarsi a Dio, pur non avendo nessuna propensione  mistica; per loro il convento diventava un supplizio, una  vera e proprio condanna all’infelicità,  private di  tutti i loro naturali desideri, come potere innamorarsi, sposarsi, fare figli…

La Marianna  de Leyva, alla quale è stata dedicata l’intera mostra,    allestita  in uno spazio  della reggia reale monzese adiacente al giardino delle rose,  nelle stanze del Serrone,  è da considerarsi lei stessa vittima della sua condizione familiare, e vittima della propria debolezza ed incapacità a ribellarsi ad una  imposizione  inaccettabile.

Fu poi   il suo diabolico compagno a determinarne  i delitti.

La mostra ha appena aperto i battenti: chiuderà a febbraio prossimo,  è suggestiva e interessante anche  per le classi che volessero visitarla;  l’ unico difetto effettivo sarebbe la cattiva illuminazione di  alcune opere che si fa davvero fatica a vedere  anche a distanza ravvicinata. Hanno voluto   ricostruire un ambiente oscuro e  mediovaleggiante, ma forse hanno esagerato…

Magari sarebbe da dirlo agli organizzatori, che devono dare più luce…

Qui tutte le informazioni utili  Reggiarealemonza- la monaca di Monza

 

Olimpiadi 2016

Sono già iniziate da qualche giorno, ma sinceramente  non mi sono sembrate l’evento prioritario.

Però è bello potere parlare ogni tanto di cose positive, ed i giochi olimpici, doping permettendo,  sono senza dubbio un evento che ancora ci  conquista.

Tante medaglie all’Italia, naturalmente!!!

Calendario programma completo

 

Muhammad Alì

Un mito, un simbolo, un grande del ventesimo secolo

Addio a Muhammad Alì

E’ morto il signor Hood

A un   Grande Signore della Politica Italiana che deve continuare a Vivere tra noi

Umberto Eco

l’opera completa

La vera rivelazione femminile

E’ stata lei, Virginia Raffaele, bella donna, bravissima attrice e imitatrice di personaggi famosi, direi l’equivalente al femminile di Crozza. Ci farà ancora stupire nel tempo…

Virginia Raffaele: via la maschera  come se stessa

 in Carla Fracci

Cominciano a scoprirsi le carte

Pubblico solo un capitoletto  di quello che sarà il mio nuovo libro…

Parlerà di lavoro, di scuola e di cooperazione…(ed è un racconto di pura immaginazione ma che riflette la realtà del lavoro e della scuola in Italia)

Cominciano a scoprirsi le carte

Cominciano a scoprirsi lentamente le carte: le assistenti che venivano bistrattate dalla Dsga  uscente quando hanno appreso della sua dipartita hanno brindato per la felicità; altre due che con la capo ufficio aveva buoni rapporti, ma che comunque conservano per dignità una loro autonomia lavorativa, stanno osservando la situazione in attesa di decidere che posizioni assumere nei confronti del nuovo assetto;  l’impiegata che  invece era umma umma con la capa e che è risultata perdente posto, quella è stata la principale ragione che ha fatto decidere all’ultimo minuto al direttore (in questo caso direttrice) la richiesta di assegnazione provvisoria altrove,  stà altrove immagino abbastanza contenta d’avere causato questa conseguenza.  Fa sempre piacere sentirsi importanti, o comunque, dei precisi punti di riferimento per qualcuno, soprattutto quando questo qualcuno occupa dei posti di comando.

Il giro negli altri due plessi è stato fatto, e a dir la verità ho visto dei locali che  commentare che sembravano sporchi è dir poco; ma poi mi spiegano: alcuni spazi  della sede o hanno lavori di muratura in corso, o sono stati  luogo  di  accoglienza estiva dei bambini, quindi fino a qualche giorno fa  sono state teatro di lavori e di utilizzo; ovvio che adesso sono tutti  da pulire; si rilevano tutti i problemi e  la lista delle emergenze da segnalare al Comune che è il responsabile della manutenzione degli  edifici scolastici.

Per gli interventi di piccola manutenzione  non ci sono problemi, provvede la scuola con le minute spese, ma per tutto il resto (le mura, i bagni, le aule, gli impianti, il tetto, gli esterni, gli infissi…)  deve provvedere il Sindaco attraverso l’ufficio Pubblica Istruzione  e  relativo Ufficio  Tecnico,  che però ultimamente dice sempre di non avere grandi soldi.

Sto osservando le  colleghe  giorno dopo giorno mentre che le lascio lavorare in totale autonomia e cercando di disturbarle il meno possibile.  C’è Marta  della didattica che è molto silenziosa, non si sposta mai dalla sua cattedra, la preside me ne ha parlato   molto bene; poi c’è Ester   che mentre mi confidava a denti stretti di avere molto  sofferto con la direttrice di prima, praticamente aveva le lacrime agli occhi;  al protocollo  c’è  Piera   che tra le amministrative è la più anziana, con la massima competenza nel suo campo; alla finanziaria ( il settore che più mi riguarda )  c’è   Rosanna  che tra  tutte è l’unica ad avere conseguito la funzione superiore, ossia è l’addetta a sostituire  il Dsga assente.

L’anno scorso, non so perchè, ho visto che la nomina di vicaria alla direzione era stata data a Piera, credo per motivi di anzianità e perchè è quella con più servizio continuativo nella scuola. Forse questo ha provocato un certo risentimento in  Rosanna  che infatti ha già detto alla preside che intende chiedere l’utilizzo annuale presso  L’ufficio Provinciale del Territorio.

La Dirigente per questo si è molto risentita e sembra che voglia  in qualche maniera  rifarsi di questa assenza di spirito di squadra  cominciando a mettere dei paletti ben precisi, che però rischiano a loro volta di creare ancora più malcontento e ancora più scissioni e fuggi fuggi del personale.

Domani nella riunione con il gruppo   amministrativo (quello con i collaboratori scolastici c’è già stato ed ha portato molti frutti…)    proporrò proprio  Rosanna come mia sostituta (del resto è solo lei titolata a farlo).  Forse questo le darà una buona ragione per rimanere ancora un anno, e poi per l’anno nuovo io non ci sarò più, immagino, e le cose   andranno come dovranno andare anche senza di me.

Adesso che però ci sono,  il controllo ce l’ho io, accanto alla Preside,  e posso fare i miei passi, e seminare bene piuttosto che male,  così che  piano piano  le cose si stabilizzeranno   e  si tornerà ad una certa normalità (sempre che le cose stiano come mi detta l’impressione iniziale e non che ci siano elementi di valutazione a me ancora ignoti).

Ho fatto la conoscenza con il Presidente del Consiglio di Istituto; di solito sono genitori inesperti e  preoccupati  di venire disturbati il meno possibile,  salvo poi sapere il proprio figliolo gestito con una certa attenzione  dai professori o maestri; questo non è così, vuol sapere tutto di tutto (e magari anche di tutti) e mi sembra di capire che ha le mani in pasta  con il Comune, forse è dentro qualche maglia elettorale e la sua presenza interessata è forse  dovuta anche a secondi fini,  ma va benissimo lo stesso, di queste cose non si parla tra noi, perchè  con me si parla e si parlerà  sempre e solo di lavoro, di decisioni da prendere, di strategie da mettere in campo ecc…ecc… ( e va bene così, non sono fatta per il pettegolezzo o le intese poco chiare).

Lentamente vengono a presentarsi anche i docenti, ma loro lo fanno con il Direttore solo per motivi di interesse personale, ossia se devono prendere informazioni sulla loro ricostruzione di carriera e sulla loro  pratica pensionistica o sulla ricongiunzione dei servizi….

Per un docente la segreteria è quel luogo strano che non si capisce le impiegate cosa abbiano da fare per sette ore continue;  a volte  diventa anche quel luogo dove vengono assegnate le docenti o i docenti che come dire, vanno fuori di testa, e dunque diventano dei dipendenti scomodi, che non possono più coprire ruoli di insegnamento.

Come sta capitando a noi che ospitiamo una professoressa  in difficoltà,  Sonia, che però ora si deve decidere dove collocarla stabilmente, visto che  nemmeno in segreteria dimostra di potere funzionare in maniera serena; al telefono a volte se ne esce con  argomentazioni poco appropriate; “Se la fa  archiviare”,  la Dsga precedente aveva detto alla preside,  “non me ne assumerò la responsabilità”; allo sportello non ne parliamo;  non rimane che la biblioteca,  dove potrebbe venire relegata  tra i libri e le mura che non hanno nè orecchie nè bocche per replicare.

In quanto a Laura, la Direttrice che se ne è andata, doveva venire ieri a fare il passaggio delle consegne, ma non s’è vista, addirittura ha sparato la balla che si era presentata ma che a scuola non c’era nessuno; no problem,   mi sono fatta dare l’orario presunto del suo arrivo, l’abbiamo confrontato con i presenti ed abbiamo concluso che ci stava spudoratamente prendendo in giro.

La preside l’ha ricontattata   e facendo finta di niente le ha detto davanti a tutti che sentivano,  che non era possibile, che evidentemente ci doveva essere stato un priquoquo,  e che dunque la si attendeva, la si attendeva  il prima possibile, visto che “proprio oggi abbiamo scoperto che una pratica pensionistica di una docente andata in congedo  dal primo settembre dovrebbe avere il fascicolo completo da consegnare , ma di questo fascicolo   non c’è nessuna  traccia”.

La   Ds  è molto  contrariata;  mi chiede cosa sono tutte quelle carte che mancano, ed io che mi sono preoccupata di portarne alla sua attenzione l’elenco, rispondo già stanca, dopo otto  ore di lavoro indefesso :   “Preside, non posso fare in un giorno un lavoro di un anno; domani la prendo in mano e vediamo di risolvere”

Considerando che poi di pratiche pensionistiche non ne ho mai fatte,  ci sarà da divertirsi, ma intanto a me piace imparare, sono nata studente,  e dunque farò anche questo.

dal libro in prossima pubblicazione  (Un Paese, una Scuola)

Sandra che non voleva morire

Ciò che contava per Sandra erano i soldi. Sui soldi misurava tutto, calcolava tutto, persino decideva cosa dire, come pensare, come fingere.

Non ricordavo d’avere conosciuto qualcuno più falso e pronto a cambiare la maschera come lei.

Potevi per esempio esserti prodigato in ogni genere di gentilezza durante la giornata, e non avere ovviamente mai mancatole di rispetto, insomma, nonostante il tuo essere potremmo dire una brava persona,  che lei in caso di attacco egopatico improvviso, non avrebbe esitato a prenderti spudoratamente in giro.

Faccio un esempio concreto, per fare meglio capire.

Si sa che sul conto corrente bancario possono versare e tanto meno prelevare solamente chi è depositario di firma.

Ebbene, tu sei quindi dovuta andare con lei a versare il solito assegno  che poi è un importo interessato non esclusivamente alla sua persona.

Davanti al commesso che sta svolgendo  in silenzio l’operazione, lei si mette a recitare dicendo “Potevi venire tu a fare  il versamento  che intanto è la stessa cosa” e naturalmente l’impiegato replica, non potendo tacere “No signora, bisogna essere depositari della firma”,  e subito Sandra sfoggiando un sorriso di chi la sa lunga replica “Lo so, lo so, (è solo per prendere in giro questa cretina  che l’ho detto)”…, mentre la cretina sta lì in piedi accanto a lei, e assiste alla scena, e non replica nulla se non parole di una straordinaria educazione.

Questa è Sandra. Una persona che l’educazione non sa dove sta di casa, non perchè non l’abbia ricevuta, ma perchè non l’ha voluta amare.

Non importa che ne abbia viste tante nella vita, o che abbia ormai seppellito tutti i suoi compagni di viaggio, o che sia stata baciata dalla fortuna non essendo afflitta, alla sua veneranda età (circa novant’anni)  da nessuna grave malattia.

Non importa che si sia appena fatta quindici giorni quasi,  di assoluto relax,  potremmo dire servita e riverita e con poche spese, e poi tutto organizzato a sua insaputa, come un imprevedibile regalo che potremmo definire davvero straordinario ed imperdibile, per come la vedrebbe una persona capace di relazioni affettuose.

Non importa che tu possa essere stata collaborativa, persino amorevole in certe espressioni spontanee, di quelle che non riusciamo a controllare perchè ci nascono direttamente dall’inconscio   e non dal ragionamento.

Non importa che tu abbia voluto scuoterla, incoraggiarla a cambiare, a vedere le cose da un punto di vista diverso, abbia voluto esserle in qualche maniera amica; lei ti lascia parlare e poi attacca il suo ritornello, sempre quello, che tu sei certa che lei non ti abbia nemmeno ascoltato.

E non conta nemmeno che lei sia anziana, e quindi scusabile,  diremmo “da comprendere”, perchè a cinquant’anni  era anche molto peggio, molto molto oltre ogni possibile capacità di dialogo.

Il punto è che Sandra è un regina che vive volontariamente  seppellita nel suo passato e non vorrebbe permettere a chi dice di lei di contraddirla. Ormai viene assalita dai fantasmi, che la visitano nelle lunghe ore notturne. Le piace rimescolare le carte e come una vera strega (non posso dire stregone) aspetta di potere intrappolarti nella sua rete e di tirarti a terra, senza che neanche tu te ne possa rendere conto, perchè Sandra non ha età, è un folletto, un maghetto, uno spiritello, e tu davanti ai suoi occhi  sei soltanto una formica  che indaffarata  nemmeno si renderebbe  conto  della terribile trappola mortale travestita  da  zucchero filante.

E comunque lo farebbe con garbo, quasi  dopo averti ammaliato  con le sue storie, con le sue fantasie, che anche quelle, in parte nascono dal volere sempre essere solo lei il centro della scena.

Una scena senza spettatori, perchè il teatro è deserto, se ne sono andati tutti, ma Sandra l’immortale  e la faraonica  non se ne importa.

dove il vento grida più forte

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la chiesa anglicana apre ai gay

le nozze in chiesa

è lui l’uomo più famoso al mondo

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Guarire

Guarire è una cosa meravigliosa, e lo auguro a tutti, a chiunque fosse malato  e  avesse bisogno  di ritrovare le proprie energie.

Festeggio con loro, l’arrivo dei Magi nella grotta più famosa del mondo…

 

 

giochiamo con le razze

Sguardo

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Gerusalemme, il quartiere ebraico

Amazing Grace

Yemen du Nord.  Musulman yéménite.

sudanlı kız 2

Bambino indiano - India del sud

Ivy by Gansforever Osman, via 500px

gioia.  awwwww

Photos by Frédéric Lagrange

Il Tempo!  da Mahmoud Bakheet, via 500px

...

Uomo tibetano in abiti e gioielli tradizionali.  E 'tradizione per gli uomini tibetani di indossare gioielli stravaganti.

Le storie che raccontano quegli occhi ...

fotografato in Madagascar da giulifff su Flickr.

Ragazza al tempio.  Amritsar

serpente setta sadhu da Tom Carter

così carino ...

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Il mio giorno felice

Papouasie Nouvelle Guinée

Avviare ...

Belleza orientale ♥Lituania

Yogi

amish

Amdo, Tibet

Kyoto, Giappone

Vietnam

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da Alex Homin.  Intrigante.

...

Sorriso per me!

Young boy in Taiwan

Dassanech girl with caps wig - Omorate Ethiopia...

Egiziano

Trecce!

!

Cowboy

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Kenya, Africa.  Samburu ragazza che porta una pila collana nubilato, tardo 20 ° secolo.  Fotografia: Angela Fisher

Nicaragua. :)

Sorriso da St Maarten

sorella Hmong con il fratello, vietnam.

Kalash Girl - Pakistan settentrionale

Beauty, Taj Mahal, India, Photography: Riëtte

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bella bambina

Tracce di vita ...  da Kani Polat

Mercante di Ren

Haruko, 1910s

Cuba, L'Avana.  | Ritratto di una tipica donna che fuma un sigaro cubano.  © Ania Blazejewska

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Asia - India / Gujarat - Machhukanah Rabari persone

Beduino uomo e il suo cammello nel Sahara

Famosa affrontare sul National Geographic - Then & Now

Una ragazza svedese indossa un costume tradizionale, Dalarna, Svezia da bjo ©

La pace inizia con un sorriso - immagine mondo bancario raccolta di foto su Flickr Creative Commons - bambina dal Marocco

Steve McCurry - India

Giovane ragazza Oman

il tiro delle banane

La madre degli idioti è sempre incinta

il fatto accaduto

José Pepe Mujica – Discorso agli intellettuali

Cercavo un articolo speciale da ribloggare ed ho trovato questa meraviglia!

Ve la regalo…  🙂

Laboratorio 13

Ciao amici, in questi ultimi giorni ho trascurato questo blog perchè sto lavorando su un altro, che è   nato da nemmeno due settimane  all’interno di un corso che ho ribattezzato per me con un nome  di mia fantasia.

Vi indico il link  di  Laboratorio 13

E’ legato a questo sito Insegnare apprendere mutare   dove il prof   Andreas Formiconi insegna l’uso al meglio delle tecnologie.

Se non sono qui sono là, almeno  fino al  10 di giugno prossimo…

Comunque non abbandono casa.

Chiunque può fare il presidente della Repubblica?

 

per cinque mesi, sì, e anche alla grande, ma poi o ci si fa sul serio  tale, o si molla e si rilancia   il tiro..

Ma noi non li abbiamo neanche cinque mesi da buttare via, nè cinque mesi, nè cinque stelle…e andrà a finire che butteremo via tutto, ma proprio tutto…

Speriamo di no!

chi dice donna dice…bello

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In ricordo di DALLA

Rivoluzione o catastrofe?

Ha vinto Grillo, sul piano nazionale.

Ma  la partita ora si fa delicatissima.

Ci sono due soliti noti che non si filano, chi più chi meno; e c’è il terzo incomodo, che vuole fare e farsi avanti, senza scendere a patti.

Ma si sa che in parlamento i patti si devono fare, e ci vuole una maggioranza.

Riusciranno questi tre ibridi a fare in qualche modo squadra?

Riuscirà a vincere il buonsenso ed il senso di responsabilità?

Saranno i tanti grillini capaci di interpretare il bisogno reale del paese coniugandolo con gli strumenti del mestiere?

Forse lo sapranno fare meglio di quanto  non abbiano saputo concludere e produrre i grandi mestieranti, ma con i forse non si salva l’economia.

E si parla di economia vera e non di fanta finanza.

Certo, alla peggio  si tornerà a votare di nuovo,  ma non per ripetere la stessa situazione

( e questo gli italiani lo dovrebbero capire).

E cosa sarà accaduto nel frattempo dentro le maglie già molto pericolanti  del nostro paese?

Come si può concludere, le domande sono tantissime e le certezze inesistenti.

Non mi resta che augurare ai  distruttori  del sistema  di essere capaci di costruire dopo che hanno saputo  sfasciare.

Dovrei dire, dopo che abbiamo saputo sfasciare, visto che uno su tre abbiamo   votato Grillo e quello che rappresenta.

Largo ai lavori, dunque.

Del resto,  Mai dire mai.

L’importante è adesso essere seri, perchè non è più tempo di facile comicità…

(leggere anche il fatto quotidiano)

Il fatto non sussiste

Nichi Vendola, prima dell'assoluzione, si reca in tribunale con il suo compagno

Non tutta la politica è sporca…

QUASI AMICI

 

 

Due  vite si incontrano e i loro destini si incrociano.

Uno è un giovane  di colore che ha bisogno del sussidio di disoccupazione; l’altro è un maneger ultra ricco  che per un incidente di percorso si ritrova su una sedia a rotelle, paralizzato dal collo in giù.

L’unica parte del corpo rimasta sensibile  è il volto,…e il cuore.

Il giovane disoccupato dal passato turbolento  si presenta  al colloquio perché Philippe è alla ricerca di un badante personale, ma sa già  che non sarà assunto, perché non ha credenziali, non ha titolo, e sinceramente  nemmeno gliene importa più di tanto…

Il colloquio  sembra invece catturare la curiosità  dell’invalido,  che vede in quel ragazzotto tutto muscoli e simpatia  una persona autentica, vera, genuina, piena di vita, proprio quello che lui ha perso o rischia di perdere per sempre, seppellito dentro quella  poltrona  completamente strappato alla gioia di sapersi vivo.

Gli lancia una sfida; gli propone l’incarico in prova per un mese , ed aggiunge “Secondo me non resisterai nemmeno due settimane…”

Driss accetta, tanto non ha niente da perdere; fuori c’è solo la strada ad attenderlo, ed una famiglia in bilico,  piena di problemi, dove la madre lavora dalla mattina alla sera per potere guadagnare per tutti  il necessario  per andare avanti.

Inizia così un periodo  di  convivenza, dove hanno modo di conoscersi.

Da un lato  il  giovane  ormai  ex disoccupato  che diventa giorno dopo giorno un bravo  assistente specializzato, ma solo perché ha carta bianca, solo perché Philippe lo lascia libero di esprimersi in tutto e per tutto, trattandolo da subito come uno della famiglia e non come l’ultimo intruso; dall’altro lato, l’invalido  che si trova improvvisamente catapultato in una serie di situazioni  dove non esiste più la regola, l’etichetta, la forma, il già detto e risaputo,  ma  l’imprevisto, la novità, l’improvvisazione, la proposta  di nuovi esperimenti,  di nuove esperienze,  trattato non più come un handicappato e basta, ma come una persona che nonostante il suo handicap ha bisogno di fare una vita assolutamente  normale,  dove ci si alza al mattino   con la contentezza d’essere vivo, con la speranza di cose belle e   positive, dove  si cerca  di combattere  la noia,  la solitudine, l’ipocrisia…

Nasce  tra i due, senza nessun calcolo,  un’amicizia spontanea, nonostante il legame professionale e specifico.

Philippe si diverte con Driss, come non si divertiva più da un’infinità di tempo. Non solo si diverte Philippe, ma si diverte chiunque viene a contatto  con la sua presenza, perché la sua bellezza  umana  è semplicemente  contagiosa…

A sua volta  Driss    ha trovato una vita normale e  positiva con Philippe,  e non è più sotto i ponti…

Certo,  questo può accadere perché  il giovane   è  fondamentalmente  una persona  onesta, e valida,  nonostante  tutta la sfortuna  che  l’ha perseguitato fino  a quel momento…e Philippe  non è un coglione ricco pieno di sé  e privo di attenzioni umane, che un giorno sfigato  si è trovato privo  dell’uso delle gambe;  prima di diventare invalido era stato  un uomo normale; aveva amato profondamente sua moglie, ormai morta; ed ora nel presente,   non soffre tanto per la sua immobilità fisica,  quanto per la sua solitudine  affettiva…

Non a caso cerca di trovare una nuova compagna, che probabilmente troverebbe senza problemi,  nonostante  il suo stato…, ma lui non vuole una donna  qualunque, non si accontenta.

Inizia pieno di aspettative  una relazione  epistolare  che Driss finisce per seguire passo a passo…

Philippe  desidera al suo fianco  una donna   innamorata, capace d’affetto  almeno quanto lui potrebbe di sicuro  essere   con la sua eventuale  compagna…

Ma c’è un ma, c’è un ostacolo oscuro  che sembra vincere  sul desiderio  di tornare a vivere;  l’ostacolo è la paura di sentirsi rifiutato, di sentirsi  giudicato, soppesato, messo a nudo  nella propria  fragilità…la paura di non potere essere all’altezza…

E Philippe allora scappa, si sottrae all’ultimo momento   alla prova, all’incontro,  all’impresa…

Continuerà a sottrarsi  fino a che l’amico, e non certo il badante,  l’obbligherà  a farvi fronte.

E’  lui che deciderà, è lui che li farà incontrare, è lui che organizzerà   a sua insaputa  la frittata.

E vince,  tutto va come  doveva andare,  come  la squisita  umanità dei due protagonisti  permette  che venga ad  accadere.

E la vita per Philppe riprenderà alla grande; un nuovo matrimonio, nuovi figli, una nuova vita.

E la vita per Driss    comincerà a girare;  un lavoro vero, una compagna, una famiglia tutta sua.

E se pensiamo che questo film si ispira  ad  una storia  vera,  c’è veramente da sorridere, da essere contenti…

E’  stato campione d’incassi in Francia, e nonostante questo, merita sul serio.

I PROMESSI SPOSI

Tutte le immagini dei    Promessi Sposi

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Quando un libro senza tempo  diventa leggenda  e si trasforma nell’ epopea di una coppia, nel    sogno vissuto di una felicità irrinunciabile, nella tenacia di uno sposo promesso e di una sposa precipitata dal caso in mille traversie  che avranno il loro sacrosanto lieto  fine.

Altro  che  la beceraggine  di un  certo   nostro mondo  che  si è ridotta  ad esibirsi come  una  insignificante    marionetta.

Non solo allora parole, non solo racconto,  ma  esposizione magistrale  di un sentimento  ordinario  quanto  sublime e misterioso, unico e condiviso, antico e sempre nuovo, appassionato   e   consolatorio, che parla ai giovani ed  ai meno giovani  con lo stesso  incisivo talento.

Dall’amore fermo e preciso di due persone  qualsiasi  elevate   ad “eroi  della ragion di vivere”,   il mosaico si snoda  verso   tutte  le altre manifestazioni che toccano il genere umano, e così  vediamo prendere forma l’espressioni    della vigliaccheria, dell’invidia, della spavalderia, dell’onestà, della lungimiranza, della spontaneità, della ragion di stato, della furbizia, della tirannia, della pazienza, del perdono, dell’amicizia,  della rabbia, della confusione, della disperazione, della solitudine, dell’inganno, dell’offesa, della pietà, della nostalgia, del pentimento…; davvero nulla viene fatto tacere   in queste belle pagine  così  ben conosciute e celebrate,  assolutamente ancora  contemporanee e moderne.

Grazie  Alessandro.

La Val Grande

 

     

Sopra immagini della Val Grande  e di Gianfri…

Qui trovi alcune  delle mie  foto

qui    trovi il sito ufficiale  del parco.

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Bikertourist, motociclisti per vocazione

 

    

Si è concluso   oggi    l’ennesimo ritrovo motociclistico  dei  Bikertourist   di  Biassono  e devo dire,  per fortuna,   quest’anno il tempo è stato clemente ed ha favorito  l’afflusso  di numerosi  bikers  (cinquecento persone in transito in tre giorni circa…)  che sono arrivati da tutte le località della zona…L’atmosfera  che si respirava  ieri sera  era quella  dei migliori anni sessanta: gente di tutte le foggie, di tutte le risme,  con addosso i propri colori, i propri trofei, il ricordo di ogni ritrovo, di ogni motoraduno partecipato, e non certo per esibizione o per poter dire  banalmente  c’ero anch’io, ma per poter ripensare, pensare  e vivere  un mondo dove le persone sono davvero qualificate per quello che sentono, che vogliono, che  partecipano e condividono…; gente diversa sì, ma con un comune denominatore, la voglia appunto di stare insieme, di divertirsi  senza  avere bisogno d’ altro se non della propria speciale disponibilità  e simpatica gogliardia….

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