Tunisi come Parigi

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Dopo i fatti del Bardo, Tunisi scende in piazza…

siria, giordania, egitto ed occidente

Sono già tre gli stati arabi che hanno chiaramente preso una posizione militare contro l’ISIS, ossia contro il fanatismo islamico che vorrebbe uno stato islamico indipendente dove la sharia possa diventare l’ unica ed incontrastata legge dello Stato, messa in pratica nel suo senso più nefasto e distruttivo.
Dopo il decadimento progressivo dello stato siriano, che è diventato un unico campo di battaglia senza più passato e senza un visibile futuro ( ma dove rimane in corso una significativa capacità di resistere da parte della minoranza curda), dopo il terribile rogo del pilota giordano, dopo l’ennesimo sgozzamento degli oltre venti copti egiziani in terra di Libia, sembrerebbe che i paesi islamici coinvolti non hanno molta intenzione di subire la tracotanza e la ferocia terroristica di questo esercito spietato in sensibile crescita, senza reagire.

Anche il mondo occidentale, dopo lo storico assalto alle torri gemelle di New York, dopo il recente assalto a Parigi e dopo il recentissimo assalto a Copenaghen ( ma non si contano gli eventi degli ultimi anni che forse hanno avuto meno clamore, ma non certo minori conseguenze) sembra mobilitarsi in modo globale ed unitario avverso questi scellerati che di sicuro non hanno nessuna intenzione di fermarsi, per il momento in un senso assolutamente diplomatico che di certo non deve mancare in uno scenario di guerra e di tensioni così complesso e così in perpetua evoluzione.
Anzi, è proprio di questo armarsi intellettuale che l’Europa e non solo ha un assoluto bisogno.

Uno stato musulmano che si dovesse formare con le premesse del terrore si prefigura come qualcosa di terribile, di allucinante, di assolutamente folle. Eppure questa presunta follia sembra reclutare giovani appassionati che si votano al martirio, posseduti dall’idea che è meglio morire in gloria che vivere nella mediocrità e nell’ipocrisia.

La colpa del vecchio mondo cristiano o normalmente islamico sarebbe quella di non convincere più, di non risultare più affascinante o degno di attenzione e rispetto.

Da occidentale non certo corrotta e non certo entusiasta della nostra assai debole e fragile democrazia, vorrei dire a questi giovani soldati pronti a morire che si stanno semplicemente sbagliando.

Vorrei dire loro che si stanno offrendo ad una regia altrettanto falsa e mascherata, che nasconde secondi fini affatto nobili.
Vorrei dire loro che il loro odio per la vita e per l’umanità non può essere giustificato da nulla, nemmeno da presunti possibili e reali crimini.
Vorrei dire loro che se di violenza si fanno portavoce, solo di violenza si fanno espressione, e nulla più.

Poi che facciano pure quello che credono.
Da soli troveranno le loro risposte, così come da soli o in cattiva compagnia non hanno saputo farsi le giuste domande.

Come se non bastasse, c’è la questione ucraina a preoccupare gli equilibri mondiali; e persiste una profonda crisi economica che ha come protagonista da diverso tempo una sorvegliata speciale, la Grecia, nella quale più o meno (alcuni molto meno, altri molto più) tutti i paesi dell’Unione temono di doversi identificare.

Ragazzi, c’è da farsi venire il giramento di testa…

Qui ci vuole davvero molto sangue freddo, molta capacità di ponderare, ma soprattutto la sincera e determinata voglia di cercare soluzioni, da parte di chi è preposto a trovarle.

Per fortuna qualcuno che sa farlo io voglio credere, rimane ancora in circolazione.

Anonymous

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STRAGE DI TOLOSA

Notizie dal Corriere

Notizie da La Stampa

Il lungo addio alle vittime

 

Il Gazzettino

 

A Gerusalemme i funerali delle vittime di Tolosa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Euronews

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La strage di Tolosa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’  solo l’ultimo attacco  di turno  che denuncia l’ intolleranza  ed il terrorismo  verso gli ebrei e verso l’occidente che li protegge.

Tre  bambini ed un soldato morti  in un luogo sacro dedicato alla cultura ed alla pace.

E  le vittime   dovevano essere molte molte di più.

Lui  è un fanatico della guerra santa,  Mohammed Merah,  e si considera un martire della  verità e della  libertà, un vendicatore delle ingiustizie inflitte ai bambini arabi   uccisi nei vari attentati  in terra  di Palestina,  ma la rappresentanza  palestinese in terra di  Francia  ne  condanna la ferocia e la  scelleratezza,  mentre persino la madre  non sa come prenderlo, come  parlargli per farlo ragionare…

Ci  sono persone completamente invasate,  che non ne vogliono saperne di ragionare.

Le   autorità  interessate  non ne riconoscono   le rivendicazioni, lo spirito  folle e squilibrato.

L’articolo precedente  parlava proprio di un grande bisogno   di giustizia  nel mondo,  ma non al prezzo della vita di innocenti, e non per opera di  terroristi.

Non  è questo il modo di fare  tornare i conti che non tornano.

 

 

 

L’arresto di Jafar Panahi

In Iran è stato arrestato  Jafar  Panahi, regista scomodo perchè espressione e denuncia del regime di stato iraniano.

Su  Reuters Italia        è possibile prendere visione delle prime informazioni che emergono dagli uffici stampa.

Immediate   le  reazioni   di    Parigi    e del    Giornale   come di tutte le varie testate giornalistiche   che condannano  lo stato di oppressione civile  del popolo iraniano.

Qualche notizia in più  sui  testimoni  scomodi    perseguitati  dai relativi  movimenti estremisti posti al governo dei loro paesi:

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la storia del cinema in Medio Oriente