DJ FABO voleva morire,

ma  il suo Paese lo ha voluto ignorare fino alla fine, e continuerà ad ignorare questo problema fino a che potrà, perchè è un tema scomodo    che nessuna volontà politica italiana   adeguata  vuole  farsene carico.

Così chi sceglie per  disperazione di morire o lo fa  clandestinamente, o lo può fare andando in quei  paesi  dove viene permesso e legiferato.

Fino alla fine condannati all’isolamento, all’esilio, al rifiuto  della normalità, senza diritti nè per la vita nè per la  morte.

Certo, non è normale  volere vedere finita la propria vita, ma è normale  passare la propria esistenza   attaccati a un tubo con il quale  respiriamo, ci nutriamo, parliamo, mentre tutto del nostro corpo è condannato al buio totale?

Anzi no, il nostro cervello è ancora attivo e funzionante, e ci fa  ricordare di quando eravamo uomini  come tutti, capaci di stare nel mondo     senza macchine che ci fanno vegetare   a tempo indeterminato,  meccanicamente, ignorando di noi  se siamo tristi o felici, disperati o presenti, senza desideri o con tanti pensieri che guardano alle cose  che sono   il nostro domani.

Potrà mai in Italia    un uomo decidere che se non c’è un domani, non ci può essere nemmeno un oggi?  Potrà un uomo condannato ad essere ostaggio di un tubo che lo tiene respirante, decidere di volere fare un viaggio  dove forse potrà trovare la pace che ha perso?

Dj Fabo   ha combattuto con tutte le sue forze,  ed alla fine   ieri ha smesso di essere  obbligato  ad una macchina ed impedito   senza speranza   alla felicità.

Perchè il potere essere felici  e non condannati a stare attaccato a un tubo  è un diritto sacrosanto  e sancito dalla Costituzione.

Il fatto raccontato

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Tu sei mia ed io ti brucio

E’ successo ancora, ad una coppia italiana,  con oltre quarant’anni di vita insieme.

Che orrore, quarant’anni di vita inutile, di vita buttata via, finita nel peggiore dei modi.

Vorrei  un mondo senza sentire di queste notizie, sì, dove non possa esistere  la prevaricazione di un sesso sopra l’altro.  Ma come arrivarci?

Non è la diversità dei generi a scatenare le incomprensioni,  ma  la volontà in sè  di dominare sull’altro, che probabilmente potrebbe essere anche  dello stesso sesso.

Certo che  la  violenza  fisica è più maschile che femminile.

A  questo punto inviterei tutte le parrocchie a chiudere  gli altari,  magari per un mese: a indire lo sciopero dei  sacramenti, come segnale forte contro la perdita dell’umanesimo partecipato.

Anche i sindaci dovrebbero indire lo sciopero dei matrimoni civili.  Di qualunque genere, anzi, quelli gay ok, che loro ancora non si sono stancati di sposarsi, ma quegli altri  che siano  proibiti.  Per almeno un mese.

Visto che le coppie dimostrano di avere perso il senso dell’essere coppia,  almeno per un mese chiusura totale  di questa funzione.  Se un mese non basterà, potremo farli diventare due…fino a che la società non riesca a dare dei segnali di ripensamento.

L’errore di un singolo deve diventare  la colpa di tutti, altrimenti non ne verremo fuori mai.

Che senso ha contrarre matrimonio   per andare a fare questa fine?  Che senso ha contrarre matrimonio ignorando ciecamente i segni  di questo stillicidio sociale?

Lo so,  sto solo provocando,  cerco risposte che non trovo.

Il mondo ha perso il suo pudore,  in tutti i sensi; ha perso  il suo buon senso, la bussola.

Si è evoluto nella tecnologia ma non ha saputo evolvere i suoi membri,  spesso maschi, a volte incolti, altre volte emancipati, a volte uomini qualunque, altre volte uomini famosi;  ma sempre colpevoli di  volere dominare.

Possa l’orrore di questo terribile ennesimo  femminicidio,   aggravato dall’età   matura  che dovrebbe essere sinonimo di saggezza,   servire ad un   conto  a ritroso…ma invece so già che non sarà così… che non abbiamo ancora toccato il fondo…perchè tiriamo avanti indifferenti…

 

Siamo un tutt’uno

Per lui c’era prima la persona e poi la malattia.  Perchè siamo un tutt’uno.

Laico, coraggioso, rivoluzionario, sensibile, intelligente, ricercatore, affascinante, innamorato della vita, idealista… guaritore  della più terribile malattia…

Morte di un medico … amico del malato

Ilaria Capua

Lei è una eccellenza della ricerca in campo medico.

Dava fastidio in Parlamento e quindi viene ingiustamente accusata di un fatto gravissimo e infamante.

Ci vogliono dieci  anni di processo prima di arrivare alla assoluzione  definitiva.

Alla fine la nostra eccellenza italiana  non più motivata a rimanere in patria, ci dice addio a testa alta, si dimette da quel Parlamento che ha rappresentato per lei solo un incubo infinito (le sue testuali parole),  e fugge in America.

Questo è uno spaccato del nostro Paese, purtroppo.

Ilaria Capua si dimette

E’ morto uno dei padri di ISRAELE

Peres e Israele

Peres e Israele

E’ morto Shimon Peres

Il pacifista indeciso

Il ricordo del figlio

 

L’Islam risponde

Musulmano che prega davanti alla Chiesa dove l’anziano  prete cattolico di Rouen   è stato sgozzato.

musulmani partecipi al dolore

cosa ne pensa la gente

negati i funerali ai terroristi

 

Torturato chi non conosceva il Corano

e chi, pur conoscendolo, ha pensato di fare l’eroe…

Strage in Bangladesh