Prepariamoci all’anno nuovo

Sta per arrivare,  porterà a tutti cose meravigliose, sarà migliore di quello che  ci lasciamo alle spalle, ricco di promesse e speranze.

Bisogna crederci, che la fiducia nel futuro può fare miracoli…sempre.

Bisogna avere speranza e coraggio.

E poi non si tratta banalmente  di miracoli, ma di sogni per cui abbiamo lottato che diventeranno realtà più che meritate… Diamoci da fare :-)))

 

 

 

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il coraggio, la resistenza

Se ieri parlavo di speranza e di compassione, oggi mi viene di parlare del coraggio e della capacità di resistere.
Il coraggio è direttamente conseguente all’avere speranza, che altrimenti si sarebbe solo dei folli o degli sprovveduti nel compiere un gesto che sappiamo non avere nessuna possibilità di riuscita.
Che altrimenti si sarebbe solo degli uomini spenti, privi di slancio e di argomentazioni, privi di personalismi e di architettura, privi di intendimenti e di semplici sogni.
Con il coraggio sappiamo di andare ad impegnarci in qualcosa di difficile, ma non di impossibile.
Il nostro ardimento si nutre di un progetto, di uno spirito, di un disegno, di un istinto, di una passione.
E per portarlo a termine spesso dobbiamo ricorrere alla nostra capacità di resistere; resistere alla fatica, allo sconforto, al ripensamento, al dubbio e alla paura.
Come vediamo il coraggio non sta da solo come un eroe ben vestito senza macchia e senza timore; è la persona che veste abiti assolutamente ordinari, che passa inosservata, che non ama nemmeno apparire, ma che procede determinata alla realizzazione di uno scopo.
Un bel giorno esso viene a bussare alla nostra porta e noi possiamo decidere se averne o se decidere di non rischiare.
Certo, senza coraggio non riusciremo ad andare da nessuna parte, perchè la vita stessa è spesso un atto che richiede iniziativa, forza e ardimento.

Un tema che potremmo proporre agli studenti da che hanno acquisito l’uso della scrittura potrebbe essere: “Racconto quella volta che ho avuto coraggio…” oppure “Secondo te quando è importante dimostrare/non dimostrare coraggio?”

Sempre meglio dare l’idea che non bisogna avere coraggio a tutti i costi.

Può accadere che per questo esercizio non si sia ancora pronti, e dunque è opportuno non azzardare, non improvvisare, non buttarsi allo sbaraglio.

Il coraggio è tale solo se si fa carico del possibile fallimento di se stesso.

Altre cose poi verranno dette…

Per esempio, proporre una riflessione allargata alla realtà con una proposta del tipo “Descrivo il mio eroe pieno di coraggio”

Non si può immaginare la moltitudine di agganci che ne potrebbero emergere.

Se invece siamo impegnati in una lezione di storia o di geografia o di scienze, non mancherebbero certo i riferimenti possibili all’avere avuto coraggio.

Comprendo il mio limite; mi viene spontaneo collegare l’argomento, qualunque esso sia, alla didattica, perchè è nella didattica che io sono chiamata a mettere in pratica le parole che racconto (oltre ovviamente che nel privato).

L’opposto del coraggio è la codardia, che non va confusa con la prudenza.
Della prima possiamo elencare ogni difetto, della seconda invece ogni virtù.
La prudenza è quella vocetta che ci sussurra di non fare una determinata cosa, perchè prematura o sconsigliata.
Il limite sottile tra la saggia prudenza ed il suo eccesso, è quel margine impercettibile ma sostanziale che ci porta ad avere coraggio.

Ciao come sempre, amici carissimi.

omaggio a una donna speciale

una donna che sa combattere

qui   l’articolo che spiega i fatti

Auguri  di una vita felice, a chi non si è arresa.

sto vivendo di rendita…altrui

Lettera di Gurdjieff alla figlia

Fissa la tua attenzione su te stesso,
sii cosciente in ogni momento di quello che pensi, senti desideri e fai.
Finisci sempre quello che hai cominciato.
Fa’ quello che stai facendo il meglio possibile.
Non incatenarti a nulla che alla lunga ti possa distruggere.
Sviluppa la tua generosità senza testimoni.
Tratta ogni persona come se fosse un parente prossimo.
Riordina ciò che hai disordinato.
Impara a ricevere, ringrazia per ogni regalo.
Smettila di autodefinirti.
Non mentire e non rubare, se lo fai menti e rubi a te stesso.
Aiuta il prossimo senza renderlo dipendente da te

Non desiderare di essere imitato.

Stila dei progetti di lavoro e realizzali.

Non occupare troppo spazio.

Non fare rumore né gesti che non siano necessari.
Se non hai fede, fa’ come se ce l’avessi.
Non lasciarti impressionare dalle personalità forti.
Non impadronirti di niente e di nessuno.
Distribuisci in modo equanime.
Non sedurre.
Mangia e dormi il minimo indispensabile.
Non parlare dei tuoi problemi personali.
Non emettere giudizi né critiche quando conosci solo una minima parte dei fatti.
Non stringere amicizie inutili.
Non seguire le mode.
Non venderti.
Rispetta i contratti che hai sottoscritto.
Sii puntuale.
Non invidiare i beni o i successi del prossimo.
Parla il minimo indispensabile.
Non pensare ai benefici che ti procurerà la tua opera.
Non minacciare mai. Mantieni le promesse.
In una discussione, mettiti nei panni dell’altro.
Accetta di venire superato da qualcuno.
Non eliminare, trasforma.
Vinci le tue paure, dietro ciascuna di loro si nasconde un desiderio.
Aiuta l’altro ad aiutarsi da solo.
Vinci le tue antipatie e avvicinati alle persone che vorresti allontanare.
Non agire come reazione a quello che dicono di te, nel bene e nel male.
Trasforma il tuo orgoglio in dignità.
Trasforma la tua collera in creatività.
Trasforma la tua avarizia in rispetto per la bellezza.
Trasforma la tua invidia in ammirazione per le qualità dell’altro.
Trasforma il tuo odio in carità. Non ti lodare e non ti insultare.
Tratta quello che non ti appartiene come se ti appartenesse.
Non ti lamentare. Sviluppa la tua fantasia.
Non dare ordini per il solo piacere di essere obbedito.
Paga per i servizi che ti vengono dati.
Non fare propaganda delle tue opere o idee.
Non cercare di suscitare negli altri emozioni nei tuoi confronti come la pietà, l’ammirazione, la simpatia, la complicità.
Non cercare di distinguerti per l’aspetto esteriore.
Non contraddire mai, taci.
Non contrarre debiti, compra e paga subito.
Se offendi qualcuno, chiedigli scusa.
Se hai offeso pubblicamente, scusati in pubblico.
Se ti accorgi di aver detto qualcosa di sbagliato,
non insistere per orgoglio nel tuo errore e desisti subito dai tuoi propositi.
Non difendere le tue idee più antiche per il semplice fatto di essere stato tu a enunciarle.
Non conservare oggetti inutili.
Non farti bello delle idee altrui.
Non farti fotografare vicino a personaggi famosi.
Non rendere conto a nessuno, sii tu il giudice di te stesso.
Non definirti in base a quello che possiedi.
Non parlare mai di te senza concederti la possibilità di cambiare.
Accetta l’idea che nulla è tuo.
Quando ti chiedono la tua opinione riguardo qualcosa o qualcuno, di’ soltanto le sue qualità.
Quando ti ammali, invece di odiare il male, consideralo il tuo maestro.
Non guardare di nascosto, guarda diritto negli occhi.
Non dimenticare i tuoi morti,
ma assegna loro un posto limitato, in modo che non invadano tutta la tua vita.
Nel luogo in cui vivi, dedica sempre uno spazio al sacro.
Quando rendi un servizio, non esagerare i tuoi sforzi.
Se decidi di lavorare per gli altri, fallo con piacere.
Se sei in dubbio tra il fare e il non fare, corri il rischio e fa’.
Non cercare di essere tutto per il tuo partner;
accetta che cerchi in qualcun altro quello che tu non puoi offrirgli.
Quando qualcuno ha il suo pubblico,
non precipitarti a contraddirlo rubandogli l’attenzione dei presenti.
Vivi del denaro che tu stesso ti sei guadagnato.
Non ti vantare delle tue avventure amorose.
Non ti pavoneggiare delle tue debolezze.
Non andare mai a trovare qualcuno soltanto per passare il tempo.
Ottieni per ridistribuire.
Se stai meditando e arriva un diavolo, fallo meditare con te.

George I. Gurdjieff

preso da questo sito

Io ho soltanto sottolineato alcuni passaggi chiave, anche se magari ce ne sarebbero di più, ma già quelli evidenziati mettono molta carne al fuoco…( mentre altre espressioni possono essere considerate ripetizioni o approfondimenti dello stesso concetto)

 

Nuovi uomini

Pochi giorni fa ho scritto un articolo dove in un punto avrei potuto sollevare notevoli critiche;  me ne sono resa conto solo in un secondo momento, e tuttavia nessuno di chi mi legge mi ha scritto dicendomi “Ma che cosa hai scritto?”

Questo mi fa riflettere sul modo in cui sommersi dalla comunicazione cybernetica  ci siamo oramai assuefatti ad accettare tutto con superficialità, intanto ognuno può dire quel che vuole e chi se ne frega…

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