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sono un' insegnante e altro

Il viaggio surreale del COVID19

E’ stato definito bello, e in un certo senso lo è.

Ma è anche SCONOSCIUTO, e questo lo rende anche tenebrosamente affascinante.

Si chiama COVID19

 

 

Ha cambiato le nostri abitudini sociali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Notre Dame de Paris in fiamme

È un simbolo della cristianità,  ma stanotte è andato  letteralmente al rogo tutta la parte lignea, compresa la sua esile  guglia che svettava nel cielo di Parigi come una torre alata, un dito puntato verso il’alto  che adesso non c’è più.

Le strade si sono riempite di gente sbigottita, il mondo si è fermato stupefatto e incredulo,  così  per un attimo tutte le piccole o grandi questioni politiche  si sono interrotte, la FRANCIA non è stata più il nemico da sconfiggere o da criticare, l’amico da difendere oltre ogni ragionevole dubbio, ma semplicemente un membro di qualcosa di più grande colpito a morte come parte di un  CORPUS UNITARIO  che tutti ci rappresenta.

Ci si rende conto di quello che possediamo o che siamo o che siamo stati… proprio quando lo abbiamo perso, mentre un attimo prima lo davamo per scontato,  per garantito, per eterno…

Ecco la parola problematica su cui riflettere , l’idea di possesso che ci contraddistingue oltre ogni cosa, quando il possedere è nulla senza l’essere.

ed  Una volta perdutone  il POSSESSO,  come si può recuperare quello che ci si trova ad avere perso? Ma poi, sarà mai possibile tornare a quella realtà storica che rappresentava la Cattedrale, prima del suo sfascio? Prima del suo ridursi a torcia umana vivente? Il legno si è volatilizzato ed è rimasta la pietra, indomita, a resistere.

Ma  per resistere a che cosa? per difendersi da chi?

Il segno della cristianità parigina non sarà mai più lo stesso, le sue ferite sono incancellabili, e rimangono gli uomini a farsi carico di questa tragedia che  è una tragedia culturale, simbolica, metafisica, metastorica e per un certo verso mondiale.

Per ora non resta che il silenzio, i milioni di tweet  che le persone di ogni paese hanno avuto il bisogno di esprimere,  e già è nata  la promessa  che si ripartirà dalle ceneri, e che non si può abbassare la testa…

 

Quando gli uomini perdono la storia  ci si sente tutti partecipi per essere rimasti orfani di cromosomi che ci stavano attaccati sulla pelle.

Quando gli uomini perdono invece il futuro, ognuno si aggrappa al suo presente, come per sentirsi fortunato ancora di possederlo.

La rivincita di Matera

 

Matera capitale europea della cultura 2019

Le luci di Matera

 

 

Leopardi in bigino

1797 nasce a Recanati da una famiglia nobile cattolicissima
– riceve una educazione severa e passa l’infanzia sui libri
– impara i classici alla perfezione e dimostra doti straordinarie
1809 inizia un cospiquo epistolario rivolto
al padre e al fratello Carlo
1816-1818 scrive Lettera ai compilatori della Biblioteca Italiana
e Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica
che vengono pubblicati solo nel 1906
1817-32 compone lo Zibaldone, una raccolta di pensieri
e stringe amicizia con Pietro Giordani di tendenze rivoluzionarie
1819 tenta la fuga da casa senza riuscirci
1819-21 tenta i Piccoli Idilli
1820-23 compone le Canzoni filosofiche
1824 inizia a comporre le Operette morali e compone
Il discorso sopra lo stato presente dei costumi degli italiani
1825-27 soggiorna prima a Milano e poi a Bologna
1827 a Milano esce la prima edizione delle Operette morali
1827-30 torna a Recanati- compone i Grandi Idilli
1830 torna a Firenze- conosce Ranieri e Fanny Targioni
di cui si innamora non corrisposto
1831-35 compone le 5 liriche del ciclo di Aspasia
e i Pensieri, aforismi che riflettono temi già presenti nello Zibaldone
1833 si trasferisce a Napoli con Ranieri
afflitto da sempre da problemi di salute
1835-36 compone la Palinodia, il Tramonto della luna e la Ginestra
1837 muore a Napoli il 14 giugno a soli 40 anni
Sarà l’amico Ranieri a curare la pubblicazione postuma di molte sue opere

Mediterraneo

Io rinascerò…

Se tu fossi musica…

Francesco: un uomo, un mistico, un rivoluzionario

Rivedere il film “Fratello sole Sorella luna” mi lascia sempre profondamente scossa.

Di questa storia mi piace tutto, perchè è una storia vera, perchè è una storia coraggiosa, perchè è forte, sconvolgente, radicale, e perchè è servita a portare un profondo rinnovamento nella Chiesa secolare e ancor più nella Chiesa spirituale.

Zeffirelli sceglie attori, inquadrature, musiche, paesaggi, espressioni, episodi e intrecci con grande maestria, e lo spettatore segue la vicenda come rapito dagli eventi che in sostanza trasformano un giovane ricco e destinato al potere in un giovane emarginato e destinato alla povertà.

Sarebbe la fine per Francesco e per il suo sogno di farsi servo di Dio, se non fosse per l’opera di una serie di amici che circondano,  senza mai abbandonarlo  nella sua metamorfosi, il menestrello d’Assisi. Certo, non senza difficoltà.

Ricordiamoci che davanti a noi sta forse il santo più famoso del mondo, quello che per fama e per leggenda ha raggiunto ogni angolo dei paesi, quello che con la sua estrema semplicità ha umiliato l’opulenza e la tracotanza di una curia incancrenita sotto le sue vesti lussuose e dorate…

Detto così sembra una favola, e lo sarebbe se non fosse una favola al contrario, dove il protagonista  non persegue il successo personale, ma insegue   la propria autodistruzione per la propria elevazione.

Il figlio di Pietro di Bernardone non avrebbe mai immaginato di farsi frate, di farsi strumento di pace, di farsi icona di santità e di misericordia, lui credeva di andare in guerra, di tornare vincitore, di sposarsi, di fare lo stesso mestiere della sua famiglia…, e invece dalla guerra che aveva abbracciato con entusiasmo torna stravolto, quasi mutilato,  come fosse diventato  una persona diversa.

Quello che accade nella sua testa, nel suo cuore, nella sua anima, in questo periodo precedente la scelta di cambiamento, non viene  raccontato dal regista, che invece si concentra su quello che Francesco decide di fare per cambiare in modo insolito e decisivo  la sua vita.

Prima osserva, poi esplora, poi riflette, poi prega, e infine agisce.

Osserva gli uccelli che volano nel cielo felici senza che nessun lavoro li incateni, osserva i gigli che splendono nei campi senza che nessun sarto li abbia vestiti, osserva il creato nella sua incredibile bellezza e maestosità senza che nessun mercante lo possa comprare.

Esplora i mendicanti, andando a vedere come vivono, obbligati a una serie infinita di umiliazioni e privazioni.

Riflette su questi squilibri che fanno del mondo un luogo ingiusto e afflitto da cecità e prevaricazioni senza senso.

Prega, prega Dio che queste cose possano cambiare, sparire, attraverso la presa di coscienza degli uomini che devono pensare a cambiare le visioni delle priorità. E chiede a Dio la propria stessa preparazione al grande passo, i segni, gli indizi, le risposte necessarie nel travaglio della propria  solitudine angosciosa.

Alla fine agisce;  prende tutte le vesti della bottega paterna e le getta dalla torre, in pasto ai passanti; il padre lo rincorre per il palazzo e pieno di rabbia lo porta in giudizio davanti al sommo sacerdote; il sommo sacerdote lo interroga contrariato e gli chiede cosa avesse deciso di fare, dal momento che aveva dato scandalo con il suo comportamento così folle;   e Francesco si dichiara.

Dopo questa solenne quanto stupefacente  dichiarazione di voto di povertà,  Francesco riconsegna al padre le sue vesti, il suo nome, le sue cose, e se ne esce dalla città nudo,  nuovo, solo, perso. Solo alcuni poveri e semplici,  come lui ora,  lo seguono nella sua nuova dimora, una porziuncola religiosa che distrutta forse da un terremoto o da chissà quale sventura, aspettava d’essere ricostruita.

Il segno simbolico di una Chiesa che andava macera e miserrima in cerca di luce e rinascita.

Francesco, se fosse rimasto solo Francesco, non ce l’avrebbe fatta a fare quallo che poi riuscirà   a costruire, cioè un nuovo Ordine religioso che ancora oggi resiste, che ancora oggi cresce, che ancora oggi è quello che noi tutti sappiamo essere, cioè  un gruppo di frati  che come il loro maestro fanno  solenne voto di povertà, castità e obbedienza.

Un ordine prima tutto maschile e poi anche femminile.

Non dei preti/suore normali, non dei mistici, non dei religiosi votati alla carriera ecclesiastica, ma solo degli uomini/donne   di Chiesa votati al servizio dei più poveri e alla forza trasformatrice  della preghiera.

Francesco è talmente rapito   dalla voce di Dio che gli parla dalla croce,  da cadere in estasi, da portare ad ad uno ad  uno con sè tutti i suoi amici di gioventù, giovani  scapestrati e benestanti, che nel frattempo  si erano ricoperti di gloria secolare, votati a carriere magnifiche, e  che fanno di tutto per non cadere nella rete  della sua pericolosa forza persuasiva.

Ci cade dentro  Bernardo di Quintavalle, ci cade a suo modo Giocondo, ci cade Egidio, ci cade Chiara,  che  per prima aveva indicato al compagno  la sua via, e infine ci cade Paolo, il più avveduto,  quello che riesce a far ricevere in udienza  l’antico amico  dal Santo Pontefice.

Francesco aveva deciso   di chiedere udienza al Papa perchè la comunità  dove lui si era  insediato continuava a fronteggiarlo, a non riconoscerlo, persino a combatterlo. Intende  chiedere un consiglio, chiedere  chiarimenti sui suoi possibili errori, chiedere la risposta del Sommo Padre della Chiesa in merito la sua scelta, la sua regola,  il suo operato, convinto d’avere forse sbagliato in qualcosa…

E proprio quando tutto sembra essere perso, con Francesco ed i suoi compagni  gettati fuori dalla Santa sede come degli eretici qualunque, la situazione si capovolge;   il Papa ha una specie di visione, comprende le potenzialità e la missione del giovane d’Assisi, e lo fa richiamare, lo benedice, lo abbraccia.

Originaria innocenza, così lo apostrofa Innocenzo III, e lo invita a uscire nel mondo proliferando nel suo esempio.

Così è stato. Il mondo ha acquisito la gloria di questa piccola giovane comunità, oggi un esercito di religiosi che operano nel segno della pace senza che se ne senta mai parlare, ma basta andare presso le loro comunità per scoprirne l’esistenza.

Nel nome di Francesco, nel nome di Gesù.

 

 

 

 

I guardiani del tempo

     

 

 

 

 

 

 

Antonio Megalizzi, la bellezza di un italiano

Antonio Megalizzi è morto, non ce l’ha fatta.

Era un giovane come tanti, che dalla sua Calabria era partito per laurearsi a Verona e specializzarsi a Trento; amando il grande giornalismo decide di andare a fare il reporter a Strasburgo, nel cuore del Parlamento europeo. Come volontario, a costo zero.

Pensava di essere nel posto giusto al momento giusto, di avere realizzato il suo sogno di stare nel mondo del multiculturalismo, e invece un altro giovane come lui, un pò diverso da lui, non esattamente aperto e multiculturale come lui, lo ha freddato in un pomeriggio di follia  con un colpo alla nuca, insieme ad altri, ed Antonio ha smesso in un attimo  di vivere il suo sogno.

L’Isis lo ha rivendicato come un loro soldato, come se fosse un merito di cui vantarsi; noi pensiamo  semplicemente che se l’Isis ha soldati siffatti, non potrà che finire in un baratro di nullità.

Su  lui e su  giovani come lui l’Europa dovrebbe riflettere, questa Europa dove  ci sono Paesi che si permettono di decidere di volerla abbandonare, Paesi che ci stanno dentro solo per personali interessi, e Paesi che nemmeno sanno perchè ne fanno parte…

Qui la lettera che gli amici sconvolti gli hanno dedicato:

“Se potessi fermare il tempo lo farei per te amico mio, perché i tuoi momenti più belli regalassero ancora ai tuoi giorni una gioia sempre viva.  Se potessi prendere un arcobaleno lo farei proprio per te. E condividerei con te la sua bellezza, nei giorni in cui tu fossi malinconico. Se potessi costruire una montagna, potresti considerarla di tua piena proprietà; un posto dove trovare serenità, un posto dove stare da soli e condividere i sorrisi e le lacrime della vita. Se potessi prendere i tuoi problemi li lancerei nel mare e farei in modo che si sciolgano come il sale. Ma adesso sto trovando tutte queste cose improponibili per me, non posso fermare il tempo, costruire una montagna, o prendere un arcobaleno luminoso da regalarti. Ma lasciami essere ciò che so essere di più: semplicemente un amico“.

Bernardo Bertolucci, tra cinema, morte e poesia

Bertolucci spiega NOVECENTO

 

 

 

Scrivere, leggere, riflettere…

Alessandro davenia

90 anni, e non sentirli…

I 90 anni di Ennio Morricone

Stefano Cucchi ha vinto

Grazie alla tenacia di una sorella, Ilaria Cucchi, dopo nove anni  Stefano è riuscito ad ottenere VERITA’ E GIUSTIZIA.

Nel nome di una SOCIETA’ DEGNA DI CHIAMARSI CIVILE.

Chi sbaglia deve pagare, se poi è lo STATO a sbagliare, deve pagare due volte.

Crollato il muro di omertà

 

 

Un duetto da re

Inge Feltrinelli

Una donna fortunata, speciale e discutibile

video

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Il cielo

Da fare sentire ai bàmbini….

Oggi è il giorno di Lucio Battisti

Un Patrimonio italiano e oltre

Una tragedia nazionale

  

 

Il crollo del ponte di Genova

43 morti accertati, un numero non definito di feriti, più di 30 famiglie distrutte, 600 e oltr sfollati, palazzi interi da buttare giù, un paese che non si sente più sicuro di viaggiare per le strade, e uno Stato messo sotto accusa.

Si vedranno gli sviluppi e la capacità della politica di dare risposte serie e risolutive.

Per ora c’è solo il lutto che tocca in modo straziante le vittime ed in modo impreciso e stordito, ma non per questo poco importante,  tutto un popolo….

 

Due giovani e il mondo

Un giovane verso un’altra giovane. La forza dell’incoscienza e della purezza.

Qui gli eventi raccontati

Oggi liberata.

Bologna versus Milano

E’ la risposta della opulenta BOLOGNA  contro la più dinamica mordi e fuggi MILANO

Sono i padiglioni di FICO (Fabbrica italiana contadina) da visitare in questi giorni, ricchi di buoni cibi, buoni sapori, buoni odori, e tutto un complesso mondo cibario    che rappresenta una pagina importante  della vastissima  cultura alimentare italiana.

Semplicemente un luogo dove andare per imparare, gustare, divertirsi e fare la spesa….:-)  CIAO BOLOGNA

L’italia del cibo al centro del mondo

Voglia di stare insieme

 

Un murales per ricordare

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Un  Omaggio speciale a chi è morto per salvarli. 🙂

Giorno di laurea

SAMMY A 19 ANNI

SAMMY OGGI DOPO LA LAUREA

Forza SAMMY, sei un esempio meraviglioso di voglia di vivere!!!!

Kiske Maas e Nik Spatari

Il giorno tanto atteso è arrivato

Tutti salvi fuori dalla grotta…

Per loro si sono mobilitati in migliaia, tra militari, civili, forze speciali  e politici. Per diciotto giorni  si è attesa la notizia definitiva della buona riuscita dell’impresa. Finalmente  i dodici giovanissimi calciatori sono stati tratti in salvo, con il loro giovane allenatore, e tutto è bene quel che finisce bene, anche se adesso è probabile un processo a carico del responsabile che ha messo a rischio la vita della sua squadra…(e non solo)

Femo du risate…

Le quattro medaglie olimpiche per l’italia

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I 12 ragazzi imprigionati 400 metri sotto terra….

…sono stati localizzati e sono tutti vivi.

Presto torneranno alla luce tra la gioia immensa delle loro famiglie, e non solo 🙂

Erve, il Resegone e il torrente Galavesa

In quel di Lecco,  ad Erve vive una piccola comunità  montana  che convive  da sempre con il loro corso d’acqua pulita, il Resegone ed i boschi della valle, meta di centinaia di migliaia di turisti che ogni domenica affollano questi luoghi.

Paradiso di silenzio, natura incontaminata, capre ed oche selvatiche, ci capiti forse per caso ma poi ci ritorni per convinzione, dove puoi godere del territorio, dell’ospitalità semplice, delle acque cristalline e della quiete ombrosa dei monti.

Da qui si arriva al Rifugio degli alpinisti monzesi, e  si gode delle soste durante il sentiero, spazi muniti di panche di fortuna e di invitanti sorgenti dove abbeverarsi.

Si incontrano  persone di tutte le età, i padri con in spalla i figlioletti, le madri  con gli zaini, gli anziani più o meno equipaggiati, i  ragazzi e le  ragazze con le gambe volanti, famiglie intere attrezzate per il picnic, ed infine qualche sparuto pescatore che qui viene per divertirsi coi pesci che vengono catturati per un attimo,  solo per essere rimessi subito  in libertà…

Prima d’arrivare in quota si passa per una lunga serie di ville signorili, vere e proprie regge principesche dove la borghesia milanese probabilmente qui ha fatto affari nei tempi d’oro degli acquisti immobiliari…

 

Il filosofo Dugin

Il pensiero di Dugin

In questo momento è sulla bocca dell’intellighenzia europea, sta spopolando tra i populisti, ed è quantomeno interessante leggerlo e rifletterlo.

Poi ne riparliamo con calma…

Un pò di saggezza…

«Vengo non so da dove,

sono non so chi,

muoio non so quando,

vado non so dove,

mi stupisco di essere lieto»

 

E’ un detto medioevale che rimane attualissimo per il nostro tempo…

Dervio

Un borgo fuori dal tempo, c’è il lago, meravigliosi platani secolari, fortezze antiche e impenetrabili, semplici casette decorate dai geranei, vicoli e vicoletti, barche e barchette, il silenzio caldo della sera estiva che arriva ad ammantare il cielo, il solito campanile dominante, il paese arroccato sulle sponde, il sentiero del Viandante che arriva da Varenna, ed infine i pescatori degli agoni che si esibiscono allineate come tante figurine, fin sulle curve delle strade come lungo le rive…
Ecco Dervio, una delle perle del lago di Como.

Ecco la foto del nuovo governo della Repubblica Italiana

Gli auguriamo le migliori cose, lungimiranza e capacità d’azione decisiva,

per il Bene diffuso e condiviso   del nostro Paese Italia.

Facciamolo lavorare, prima di distruggerlo…

 

 

Lunga vita alla festa…

…più nazional popolare del pianeta…

Risultati immagini per festa della mamma

 

Cosa è stato il 68?

A seguito di una Conferenza a cui ho  partecipato sul tema “Cosa è stato il 68?…”, vorrei cercare di trarre dei punti centrali di riflessione utili  per altri, oltre che per me.

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L’albero degli zoccoli

E’ morto un grande regista, l’autore del celebre film “L’albero degli zoccoli”, cantore dell’umanità contadina, sempre schierato dalla parte degli ultimi, ferocemente sostenitore dell’importanza della pace contro ogni genere di guerra armata, ed espressione del nostro essere più autenticamente cristiani.

 

La voce dei giovani…

La video intervista

 

Stupri (incivili), processi (sbagliati) e urla di piazza (vere)

Lei è una ragazza qualunque che viene stuprata dal branco, l’ennesimo;  il giudice chiude un occhio sul caso (che non fa molto clamore visto la  maleducazione del mondo civilizzato, parola che ricorda il titolo di un film celebre, proprio spagnolo, ma che va oltre certe/quelle  tematiche specifiche,  e  che sembra  inarrestabile…) e li condanna per semplice abuso; la piazza insorge e scendono nell’arena anche le suore di clausura…Ecco quello che sta succedendo  in Spagna…

qui  e  qui  tutti i dettagli

Condanna lieve per lo stupro di gruppo, ondata di proteste in Spagna

 

Giornata mondiale della Vita

Vita=Libertà, Libertà=Vita,  e dunque dove non c’è libertà non c’è vita libera,  e dove non c’è vita libera  non c’è vita vera.

Così  devono avere pensato questi personaggi presi ad esempio, filosofi, fotografi, musicisti, pittori, scienziati, poeti, uomini di preghiera, uomini semplici, perfetti sconosciuti, scrittori, politici, o altro ancora…

Una girandola da fare girare la testa… meglio scegliere come propria  una sola figura, quella che più sentiamo vicina o fondamentale… magari proprio quella che non troviamo scritta,   perchè possiamo scriverla o disegnarla o raccontarla vivendo …  solo noi stessi…

Il mondo si tinge di blu…

Giornata mondiale sull’autismo

Sono numerosi e in crescita, i casi segnalati dal Ministero della salute in merito la sindrome di Asperger e lo spettro autistico. Fino all’età dell’obbligo scolastico sono protetti da una rete volta all’inclusione, ma dopo la soglia dell’età minore non esistono adeguati strumenti sociali che possano tutelarli e occuparsi  di loro. Del resto questo problema non riguarda solo l’autismo, degeneramento del diritto alla salute tra quelli ancora poco noti, ma  riguarda il mondo della disabilità in genere.

Famiglie eroiche e speciali che si trasformano per necessità in vere e proprie opere umane volte alla totale solidarietà verso il più debole.

Di cui varrebbe la pena di saperne di più, e che dovrebbero avere  tutte le porte aperte della sopravvivenza  e dell’ascolto.

Semplicemente, Buona Pasqua a tutti

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Free Zhera Gand

Lei  è una  giovane pittrice che ha ritratto la guerra, come Picasso in Guarnica, ma è stata condannata dal regime a tre anni di reclusione.

Anche questo succede a chi ha la forza di  usare la propria testa, cosa che dovremmo sapere fare tutti, tutti  fra chi   si ritiene di stare    per la giustizia.

Arte al femminile

Pubblicato in arte

I giovani di Corto circuito

Guardare la Mafia negli occhi

Associazione Corto circuito

Giovani di poche parole e molti fatti……