Mafia=crimine assoluto

L’ULTIMA DI GRILLO

Grillo in piazza  ci ha detto   che la mafia  è meglio dello Stato, perchè lo Stato sta strangolando  i suoi cittadini e servitori, mentre la delinquenza  organizzata al massimo chiede un 10% dei tuoi guadagni…

Bisogna replicare al sig. Grillo sparlante   che per quanto questo Stato stia sbagliando e stia commettendo  gravissimi errori,   rimane pur sempre lo Stato  che ci garantisce una identità, un punto di riferimento, una minima garanzia di legge, se non applicata, almeno applicabile…

La mafia no, la mafia anche qualora fosse quello che  il comico-politico sostiene,  resterebbe sempre e soltanto se stessa, cioè pura criminalità della peggior specie, che non solo si limita a chiederti quel ragionevole pizzo  che tutti noi saremmo disposti a pagare, pur di lavorare, ma che bensì uccide, e senza pietà, sistematicamente, con metodi che nulla hanno da invidiare agli specialisti  nella pratica della tortura, e senza avere  esitazioni di sorta nemmeno davanti agli infanti, alle donne indifese ed agli innocenti…C’è di peggio che   la mafia è sempre meno quella cosa là che riempiva le macchine di tritolo e sempre più questa cosa qua,  che si è  intrufolata braccio a braccio nella politica e che si presenta con la faccia pulita, i guanti bianchi ed in testa la bombetta…

Ecco,  in questo senso sì, un certo   Stato è come la mafia, nel senso che è la mafia stessa arrivata al potere legalizzato.

Quest’ uscita  quindi   gravemente  inesatta  davvero  Grillo se la deve rivedere.

Il giorno che dovessimo tornare a votare, amici carissimi,  ci chiuderemo il naso  e la bocca,  per  respirare il meno possibile il puzzo che probabilmente   uscirà  ancora  dai seggi e che circonderà come un alone  maleodorante  un bel pò  di tutta la gentaglia  che potremo  ancora  trovare indicata  nelle liste.

E senz’altro  qui esiste sul serio il movimento dei  Vaffanculo,  tra cui mi ci metto anch’io

Ma poi dovremo fare una scelta, e seria, e sostanziale, e mi auguro  di  vero cambiamento…

Non nego   che  il   Movimento degli scontenti      portato in piazza  dallo showman  sia parte esso stesso  di questo  bisogno di voltar pagina,  ma inviterei il sig.  Inquestione   ad essere più accorto nelle sue frecciate e nelle sue espressioni  provocatorie.

Non sono di quelli che lo condannano a priori,  non sono di quelli  che  sostengono  che da questo movimento non potrà mai venire fuori qualcosa  di buono…(e chi può dirlo con certezza dove sta  tutto il buono e dove sta  tutto il cattivo, largo dunque ad ogni uomo di buona volontà  che abbia qualcosa di vero  da proporre)

Ma ripeto,  in questa circostanza,  ha fatto fiasco,   perdendo  in   credibilità, e mancando  di rispetto verso  tutte le vittime eccellenti  e meno eccellenti   di mafia…

A nome suo,  chiedo io scusa  per lui.

Benvenuto primo Maggio, festa del lavoro suicidato

concerto del  1° maggio

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Milano apre i musei

 

numerosi gli artisti presenti

 

…ma io vorrei soltanto che tra tanta musica e balli e suoni, più che legittimi e sacrosanti, qualcuno pensasse a chiedere a tutti i presenti un doveroso  minuto di silenzio  per tutti gli innocenti che dall’inizio dell’anno   si sono suicidati  per  averlo perso, il lavoro…e purtroppo  è probabile ce ne saranno ancora altri…

NON SOLO CANZONETTE…

PHIL  COLLINS               IN THE AIR TONIGHT

PINK FLOYD               COMING BACK TO LIFE

LED ZEPPELIN                 TANGERINE

 MICHAEL  BUBLE      MOONDANCE

“Cari fedeli, le tasse non sono sempre giuste…”

Lo dice una persona di buon senso, e che fa di mestiere il parroco onesto del comune di Villasanta.

Si chiama don Ferdinando Mazzoleni;   quando ero bambina  si occupava insieme  ad altri  preti della mia parrocchia,  ed il rivederlo in televisione dopo tanti anni,  solo un pò invecchiato  ma con lo stesso timbro di voce, con la stessa calorosa parlata brianzola, a  me, che non amo la Brianza velenosa denunciata  nelle melodie di Battisti, e che non amo  indiscutibilmente tutti i preti,    ha fatto un certo piacere.

Il buon Ferdinando  invita in tv e ai microfoni di Repubblica.it  i poveri e poverissimi  a non pagare le tasse ingiuste;  come del resto pagare oneri  che sono arrivati a livelli indegni,  a causa dello sperpero e della corruzione  di chi ci avrebbe governato?

In  quanto a lui, le tasse le paga, ovviamente, e le paga la sua parrocchia, e le paghiamo noi tutti che abbiamo le risorse di continuare a pagarle, e bisognerebbe pensare a creare fondi  di sostegno  per quei cittadini  che davvero si trovano  in situazioni ormai di grave precarietà.

Cosa potremmo fare nel nostro piccolo  per dare sollievo  a chi non  arriva  da molto tempo alla fine del mese?  Da sempre  ci sono i centri di raccolta  della Caritas,  e i centri di raccolta  di innumerevoli  associazionii  di volontariato, lo sappiamo.

I tempi non sono facili per nessuno, ma non bisogna cedere allo sconforto, nella maniera più assoluta.

E chi ha situazioni da denunciare, o situazioni  per cui  chiedere aiuto, non deve esitare  a farlo, una società degna e civile deve essere in grado di dare delle risposte, di  fornire il suo  minimo  sostegno,  di dare segnali di incoraggiamento. Quanto meno deve provarci, provarci e riprovarci.

Tra  la vergogna di mostrare il proprio  disagio  ed il coraggio  di sporcarsi le mani  per salvare chi ha bisogno di noi,  esistono  tanti piccoli semplici gesti  d’umanità e di soccorso.

La politica?  In questo momento naviga acque molto molto torbide;  meno se parla e forse più ne guadagna (che è quello  che  vogliamo).

Per il momento  BRAVO  don Ferdinando,  bravo  a tutti quelli che fanno indicano e sostengono  senza tante cerimonie  ed esitazioni.

Questo sacerdote  è un assoluto nessuno, è il buon vicino della porta accanto,  è il nostro compagno più  grande   di gioventù  con cui sognavamo un mondo diverso e migliore,  è il nostro maestro  che a scuola si prendeva cura di noi affinchè  potessimo crescere  con sani principi, un maestro serio e solido, non bacchettone,  non  interessato,  non superficiale  e nemmeno  corruttibile.

Sto parlando di un mondo passato che non esiste più?  Frignacciate,  non so che farmene   di gesti giovanili che di giovane hanno solo l’esteriorità;  io voglio gente  ferma  ed affidabile   che  cammina tra la  gente del suo paese; quando interrogata, sa offrire risposte; anche se non interrogata,  ha pensieri ed opinioni e propositi  da mettere in gioco.

E li gioca.

Io voglio un mondo dove la Caritas non avrà più ragione d’esistere, perchè ci saranno uomini  responsabili e degni della propria  condizione, che non ruberanno, che non mortificheranno, che non calunnieranno, che non si piangeranno addosso…

Nel nome di questo legittimo desiderio Chiedo una politica finalmente capace di assumersi i propri oneri e onori.

Faccio un appello a tutti i Sindaci d’Italia  che qualcosa di concreto e di significativo possono già da subito muovere.  Ce lo devono.  Devono  darci dei segnali  che possano farci ancora pensare che la politica non è tutta inutile e becera.

Fratelli lontani e vicini, perdonateci

LETTERA DEL SANTO PADRE PAOLO VI
ALLE BRIGATE ROSSE

Io scrivo a voi, uomini delle Brigate Rosse: restituite alla libertà, alla sua famiglia, alla vita civile l’onorevole Aldo Moro. Io non vi conosco, e non ho modo d’avere alcun contatto con voi. Per questo vi scrivo pubblicamente, profittando del margine di tempo, che rimane alla scadenza della minaccia di morte, che voi avete annunciata contro di lui, Uomo buono ed onesto, che nessuno può incolpare di qualsiasi reato, o accusare di scarso senso sociale e di mancato servizio alla giustizia e alla pacifica convivenza civile. Io non ho alcun mandato nei suoi confronti, né sono legato da alcun interesse privato verso di lui. Ma lo amo come membro della grande famiglia umana, come amico di studi, e a titolo del tutto particolare, come fratello di fede e come figlio della Chiesa di Cristo. Ed è in questo nome supremo di Cristo, che io mi rivolgo a voi, che certamente non lo ignorate, a voi, ignoti e implacabili avversari di questo uomo degno e innocente; e vi prego in ginocchio, liberate l’onorevole Aldo Moro, semplicemente, senza condizioni, non tanto per motivo della mia umile e affettuosa intercessione, ma in virtù della sua dignità di comune fratello in umanità, e per causa, che io voglio sperare avere forza nella vostra coscienza, d’un vero progresso sociale, che non deve essere macchiato di sangue innocente, né tormentato da superfluo dolore. Già troppe vittime dobbiamo piangere e deprecare per la morte di persone impegnate nel compimento d’un proprio dovere. Tutti noi dobbiamo avere timore dell’odio che degenera in vendetta, o si piega a sentimenti di avvilita disperazione. E tutti dobbiamo temere Iddio vindice dei morti senza causa e senza colpa. Uomini delle Brigate Rosse, lasciate a me, interprete di tanti vostri concittadini, la speranza che ancora nei vostri animi alberghi un vittorioso sentimento di umanità. Io ne aspetto pregando, e pur sempre amandovi, la prova.

ROMA,  22 aprile 1978

Ma  dal 22 aprile al  9 maggio  tutto fu inutile…

La festa onorabile della terra

Una festa dal 1970……….

ad oggi

PROCESSO A UN CRIMINALE

Il saluto di Anders Behring Breivik alla Corte distrettuale di Oslo  (Xinhua)

Nell’immagine   il «saluto dei cavalieri templari, segno di forza, onore e sfida ai tiranni marxisti d’ Europa»

Le sue dichiarazioni in diretta

«Chiedo l’assoluzione perché sono innocente: ho agito in modo violento per prevenire una guerra, e per preservare la razza norvegese. Lo rifarei».

«Le persone che mi accusano di essere malvagio, confondono il fatto di essere malvagi con l’essere violenti – ha detto – quando la rivoluzione pacifica è impossibile, l’unica via è la rivoluzione violenta»

(L’ho fatto)  “per prevenire la guerra che sono sicuro al 100% scoppierà in Europa tra nazionalisti e internazionalisti»  e che naturalmente    «sarà  vinta da noi nazionalisti, che sconfiggeremo la sinistra estrema».

«Morire o passare la mia vita in prigione per me è un onore», ha aggiunto, spiegando di «essere nato in una prigione: questo paese che non permette di esprimere liberamente le proprie opinioni».

Ecco la linea della difesa:  

«Le stragi furono crudeli ma necessarie per salvare l’ Europa da una guerra in corso», ha detto il capo dello staff di difesa Geir Lippestad, che in questo processo della durata prevista di almeno dieci settimane ha chiamato a testimoniare figure dell’ estremismo come il mullah Krekar del gruppo islamista Ansar Al Islam e il blogger xenofobo Fjordman.

Chi è Anders Behring Breivik ?

E’ un terrorista    ed ha 33 anni;    il 22 luglio   scorso    ha sterminato  in Norvegia, ferocemente  e senza pietà,  77 persone, di più , 77 giovanissimi innocenti e disarmati,  in  75 minuti  senza fine,  senza contare le persone ferite e rimaste lese per sempre.

Oggi il suo paese lo sta processando; si parla di 21 anni di galera  e poi libero (ma non pochi vorrebbero in questo caso la pena di morte)

Questo è il massimo possibile per la legge  norvegese,  e nessuno  se ne dà pace, se ne fa una ragione, nè riesce a comprendere le ragioni di questo gesto di lucida    follia.

2083 Dichiarazione di indipendenza europea

E’ questo il titolo del memoriale di 1500 pagine pubblicato sul web da Anders Behring Breivik, l’uomo ritenuto al momento l’unico responsabile dell’attentato di Oslo e dalla strage di Utoya. Il memoriale, che nel titolo ricorda un po’ un film di fantascienza, vide la luce nel 2009: al suo interno Breivik si definisce un un cristiano conservatore, patriota e nazionalista, si distanzia dai neonazisti, che descrive come “emarginati, irascibili e razzisti skinhead” e si scaglia contro il multiculturalismo e l’immigrazione musulmana.

L’OPINIONE DELLA STAMPA LOCALE

Il giornalista  Simon Jenkins all’epoca dei fatti   sul Guardian  scrisse: “la tragedia norvegese è esattamente questo: una tragedia. Non significa niente e non le si deve dare a tutti i costi un significato. Anders Breivik non ci dice assolutamente niente della Norvegia. Non ci dice nulla di terrorismo o di controllo delle armi o di come lavora la polizia o che cosa sono i campi estivi politici. Palesemente, è molto malato. Il nostro presunto distacco dai mali del mondo era un “velo di circostanza”, creato di proposito da alcuni esponenti politici che vogliono tenere nascosto che la Norvegia – uno dei paesi fondatori della Nato e un alleato tradizionale degli Stati Uniti – di fatto conosce da vicino la violenza”.

Il giornalista     Martin Sandbu  lo scorso luglio, a due giorni dalla strage di Utøya, scriveva sul Financial Times:  “I paesi nordici spesso sono percepiti come più tolleranti nei confronti degli immigrati rispetto agli altri paesi dell’Europa del Nord. Ma può anche accadere che i governi molto semplicemente riescano a camuffare meglio la loro ostilità”.

“Ad essere andato in frantumi il 22 luglio – conclude Sven Egil Omdal  – forse non è il paradiso, ma soltanto lo specchio che ci eravamo costruiti”.

UNA SOPRAVVISSUTA ALLA STRAGE.  “Camminava lentamente lungo l’isola e ha sparato contro tutti. Poi si è avvicinato verso il posto dove ero seduta e ha aperto il fuoco uccidendo subito dieci persone. La cosa strana è che era così calmo. Sono riuscita a salvarmi perché mi sono buttata in acqua”. Così una giovane sopravvissuta alla sparatoria di ieri sull’isola norvegese di Utoya, durante il raduno dei giovani laburisti, ha raccontato alla tv Tv2 la dinamica dell’attacco omicida. “Ci siamo riuniti per parlare di quanto era appena accaduto a Oslo quando abbiamo sentito gli spari. Sul momento non gli abbiamo dato importanza, poi tutti hanno iniziato a scappare”, ha detto un’altra ragazza di appena 16 anni. E ancora: “Ho visto un poliziotto con i tappi per le orecchie. Ha detto: ‘vorrei riunirvi tutti’. Poi ha iniziato a sparare. Siamo corsi sulla spiaggia e iniziato a nuotare verso la terraferma”, ha detto la ragazza raccontando che l’autore della strage ha sparato anche in acqua. In molti hanno cercato rifugio in altre case mentre gli spari continuavano, altri invece sono fuggiti nei boschi o via mare. La polizia ha setacciato la zona durante la notte alla ricerca di sopravvissuti. Al raduno hanno partecipavano giovani di età compresa fra i 15 e i 20 anni. Il presunto autore della strage, di nome Anders Behring Breivik secondo alcuni media, è stato arrestato subito dopo la strage. Aveva con sè una pistola, un fucile da caccia e un’arma automatica, secondo la Bbc. Le autorità hanno trovato poi altre bombe inesplose sull’isola. Non ci sono notizie immediate su altri sospetti, ma la polizia sta comunque lavorando sull’ipotesi di diverse altre persone coinvolte nella strage.

video strage

Parlano i sopravvissuti

Anche in questo caso credo non ci sia bisogno di aggiungere null’altro…