Morto il leader Maximo

Morto il lider Maximo

Nel bene e nel male ha fatto la storia di Cuba, è stato fino alla fine capace di rimanere fedele a se stesso e alla sua storia, alla storia della sua Isola: Cuba lo ha più amato che odiato, e per essere stato un dittatore,  il mondo ha potuto vedere di molto molto molto   peggio di lui…

E’ stata di certo la forma di comunismo di Stato  più a misura d’uomo  che si sia vista  sul pianeta Terra.

Rimane di certo  una realtà  alla quale fare riferimento e sulla  quale volgere studi e riflessioni, osservazioni, critiche e  possibili cambiamenti per il futuro, soprattutto dopo la fine dell’embargo americano.

Figura eccezionale che è entrata nell’immaginario collettivo accanto all’altro grandissimo lider,  rimasto  amatissimo ai giovani rivoluzionari di ogni tempo,  il  leggendario  Che Guevara.

In vita   ha dovuto combattere feroci lotte e guerre fredde senza risparmi di colpi da parte dei suoi potentissimi avversari, senza mai arrendersi.

A 90 anni  si è lasciato piegare dal tempo,  che non risparmia nessuno,  che arriva  nel momento che deve essere  per tutti…

Una rivoluzione autonoma, quella cubana; mai esportata, non esportabile, unica.

Ma il suo futuro?

 

 

QUANDO L’IMMAGINE E’ IL PERSONAGGIO

Autoritratto

A colloquio con Fidel

 Intervista a Fidel Castro (1ª Parte): “Si deve persuadere Obama ad evitare una guerra Nucleare”

Parto dall’intervista che ha fatto parlare di sè. Ecco il testo tradotto  così  come  ripreso   alla sua    fonte

Intervista a Fidel Castro (1ª Parte):

“Si deve persuadere Obama ad evitare una guerra nucleare”

● Fidel risponde alle domande della direttrice de La Jornada, del Messico, Carmen Lira Saade

– (Traduzione Granma Int.)

È stato quattro anni dibattendosi tra la vita e la morte. Entrando e uscendo dalla sala operatoria, intubato, ricevendo alimenti in vena  e  cateteri e con la perdita frequente della conoscenza.-

“La mia malattia  non è nessun segreto di Stato”, avrebbe detto poco prima che la malattia fosse crisi e lo obbligasse a “fare quello che doveva fare”: delegare le sue funzioni come presidente del Consiglio di Stato e, conseguentemente, come Comandante in Capo delle  Forze Armate di Cuba.

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