Abbiamo bisogno di un nuovo 68

” Venitemi intorno,

dovunque vaghiate

e riconoscete che le acque

sono cresciute

e che presto le avrete

alla gola:

e se credete che valga

la pena di salvarsi,

allora è meglio che

cominciate a nuotare,

ché sennò affonderete

come pietre

perché i tempi stanno

cambiando,

e colui che oggi è lo sconfitto

domani sarà il vincitore.”

Da The times are a changing (I tempi stanno cambiando)           

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Cannibalismo in cravatta e cannibalismo primitivo

             Grecia nel caos, scontri e violenza ad Atene           Scontri ad Atene, 3 morti al Marfin Egnatia Bank

Con  questo articolo vorrei   riallacciarmi  al post in cui si parlava della terribile capacità dell’uomo di perpetrare atti violenti, ossia a quell’articolo in cui si invitava a ripensare attraverso  immagini storiche  crude ed impietose  a quanto si sia potuto e si possa spingere  il senso dell’odio e della crudeltà umana. Un lettore attento  mi fece osservare  con grande correttezza che una di quelle immagini  non era storica ma bensì cinematografica e relativamente recente. La ripresa cinematografica in questione riprendeva, vedi il caso e l’origine dell’equivoco,  la stassa orrida pratica dell‘impalamento dei propri nemici, spesso donne o anziani (non riesco ad immaginare l’impalamento di bambini ma ritengo   purtroppo che la realtà supera sempre la  più fervida  fantasia). Quando vidi quell’immagine in effetti non mi colpì tanto la donna indigena raffigurata nella sua misera condizione, quanto l’indifferenza o se si vuole il distacco o se si vuole la freddezza  degli individui intorno a lei  che la filmavano come per collezionare souvenirs  da portare a casa da mostrare come trofei al mondo ritenuto cosidetto civile (per chi volesse avere in chiaro   l’immagine  può visionare il post intitolato appunto Ricordiamo. riguardiamo, ripensiamo… è la quarta foto in discesa…).

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