scusa Falcone, ieri era la tua festa

 

IL FRESCO PROFUMO DELLA LIBERTA’

Il famoso

Il  fresco  profumo   della libertà

è il canto d’amore di un uomo

che amava la sua terra

e accanto a lui

di un amico che amava le stesse idee di giustizia.

Giovanni Falcone  e Paolo  Borsellino

continuano ad insegnarci come si deve vivere

ossia  senza paura della paura

camminando  leggeri e sicuri  tra le strade che ad ogni angolo

possono nascondere un pericolo.

Oggi la Sicilia li ricorda

crea girotondi della memoria e

della speranza

perchè il tempo non possa essere passato invano

ed il terrore del crimine non debba prendere il sopravvento.

Quando avevano bisogno dello Stato

lo Stato  li ha lasciati soli

oppresso dalla propria gerarchia e cecità

intrappolato  dalle proprie cosche criminali

e poi  dolorosamente richiamato  alle proprie responsabilità.

Oggi  lo stesso  Stato li celebra e li piange

oggi come in quei giorni senza luce

e cerca  di  non perdere questo immenso tesoro

che è l’esempio della vita donata per gli altri

anche per coloro  che non hanno creduto.

La gente per la strada  non ha bisogno di grandi prove

per capire e muoversi

quando si tratta dfi scendere nella piazza

con un lume acceso in mano

e con le lacrime nel cuore dei  figli rimasti orfani.

L’albero di Falcone è sempre

più che mai verde

nonostante gli oltraggi dei folli

e le pianificazioni dei ragionieri del profitto criminale

e della  corruzione  che mai si fermerà.

Ci sono uomini che accettano di venire uccisi

per rimanere vivi

che accettano di sacrificarsi

per lasciare un mondo pulito di cui andare fieri

e che vivono con la gioia che supera la tristezza.

Noi  lo sappiamo

noi lo cantiamo

noi lo diciamo al mondo

noi danziamo con   questo vento caldo e vigoroso

che è l’amore immenso per la libertà liberatasi  dal male.

(in memoria   dello Stato che non ha avuto  colpe)

23 maggio  2012

La guerra di Antonio, di Roberto, di…ieri oggi domani

Gli alberi della speranza

 

Chi era Giovanni Falcone

Articolo La stampa

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Tutto sulla strage di Capaci

Bene,  si potrebbero aggiungere  cento e cento  articoli ancora  su questo argomento, le pagine ci scorrerebbero  davanti  senza sosta,  dovremmo immaginare fiumi d’inchiostro  che vengono  versati  per onorare  la memoria, il pensiero, la grandezza, l’onestà, l’eroismo, la semplicità e  la  fierezza  di  quest’uomo come del suo compagno di lavoro,   eppure ancora non avremmo detto nulla, non si sarebbero trovate le parole adatte, le parole sufficienti, le parole degne  a rendere  merito alle loro vite   trucidate.

Quello che fa più male  non è  che siamo tutti uomini, ossia nati per morire,   ma che  alcuni di noi, i migliori,  vengono  lasciati durante la loro vita  soli ed  offesi,  umiliati e scherniti,   e si debba aspettare  di vederli cadaveri  per iniziare  il corso delle Celebrazioni, delle finte Commemorazioni,  dei falsi   mea culpa

Quello  che invece  Falcone e Borsellino hanno significato   davvero per la Sicilia e per l’Italia   forse  un giorno  qualcuno  lo capirà veramente,  forse è già tra noi  quel cuore e quella mente  che  seriamente   si impegnerà su questa strada,  sulla stessa strada  squarciata e sventrata dove  due uomini per bene, loro davvero brave persone,  sapevano già di andare a morire  eppure hanno accettatto il loro destino in silenzio, senza fare tanto rumore per nulla.

E’ proprio a questa persona, è ai suoi amici, è alla sua famiglia, è ai suoi figli  che un giorno  quest’uomo  partorirà  come nati da una pianta   nuova e ridente,  che io vorrei  con doverosa  umiltà dedicare queste povere ed indegne parole.