E’ iniziata l’era Trump…

E’ iniziata l’era Trump. Dentro una cornice faraonica che ricordava le celebrazioni degli imperatori.

Lui è Trump, un uomo di potere, molto discusso per quello che pensa delle donne, dei diversi, degli immigrati e dei diritti  allargati.

Mezza America non lo voleva, ma l’altra mezza America e qualcosa di più lo ha votato, superando ogni resistenza ed ogni avversità   che avesse tentato di farlo precipitare nel suo fango.

Di certo è un uomo pieno di carattere, non è salito alla Casa Bianca per guadagnare di più di quanto già  non gli garantisce il suo poco trasparente   impero economico.

E’ l’immagine dell’uomo vincente, sicuro, determinato, un uomo imprevedibile e fuori dagli schemi,  e per questo un uomo pericoloso,  espressione di un’America che vuole tornare ad essere un grande Paese, capace di risollevarsi dal terrorismo islamico e da altre comuni  sciagure che negli ultimi anni hanno afflitto gli americani.

Un uomo tutto rivolto al protezionismo e tutto rivolto all’isolazionismo.

Gli americani che lo hanno votato  pensano di lui “Trump sa come fare il nostro interesse”  là dove per interesse si intende tornare a fare guadagno, soldi,  business…

Tutto il resto evidentemente conta poco, a partire dalla riforma sanitaria, l’Obama care, che infatti è stata la prima cosa che Trump ha  già disposto  di eliminare.

Il popolo democratico dei diritti allargati è immediatamente  sceso in piazza, in una grande festa/protesta   condivisa, mai vista  nel giorno dell’insediamento di un nuovo presidente, e sotto l’insegna della  contestazione pacifica. Temono  con  ragione  che Trump taglierà garanzie, permessi, sovvenzioni  e quant’altro…

I loro cartelli lo accusano di fascismo, demagogia, misoginia, bigottismo, razzismo e atti criminali…

Lui lo ha già detto, di sentirsi forte e inarrestabile, di sentirsi giovane come un trentenne, di non essere mai stato tanto soddisfatto  come in questi giorni, indifferente ad ogni critica che non teme,  e c’è da crederci.

E’ diventato uno degli uomini più potenti al mondo,  ha  al suo fianco una donna bellissima, talmente bella da sembrare finta, ha al suo seguito una famiglia allargata  che ha già garantito la sua successione  patrimoniale, ed ora  ha  al suo comando una squadra di uomini fedelissimi  e capaci  che  faranno ogni cosa che lui deciderà di fare.

Michelle ed Obama  sono usciti di scena, tra gaffe  cerimoniali  e impacciamenti fuori programma, visibilmente   dispiaciuti  di lasciare il comando ad una coppia così diametralmente opposta alla loro,  e lo hanno fatto sorridendo  e  con  un pò di commozione.

Non vedremo più un uomo filiforme  e  di colore con  la sua compagna piuttosto formosa e amante dell’orto e della vita salutare,   sugli schermi di mezzo mondo, assediati dai giornalisti e dai social.

Oggi c’è Trump, un uomo assolutamente bianco, dal grande ciuffo biondo che veste la sua fronte, di una certa età e di un certo peso,  che però porta splendidamente i suoi anni, un uomo che è già nell’immagine  una vera e propria caricatura, l’ assoluta    caricatura di se stesso.

Accanto a Melania, ex modella,  oggi nuova  first  lady d’America, che senza dubbio al posto dell’orto  darà impulso ad ogni genere di  promozione  della bellezza femminile. Dicono che non abbia la classe di  Jacqueline Kennedy,  ma su questo ho qualche dubbio.

Di classe ne ha da vendere. Quello che le manca è la credibilità, ma se sarà molto intelligente e capace troverà anche quella.

Non resta che stare a guardare quel che accadrà, al di là di quel che si vede, più preoccupati di quello   che non rimane visibile…

 

 

Trump vince

 

E’      il nuovo volto della Grande America.

Ha spiazzato chi lo dava  per impossibile, chi lo ha   insultato in tutte le maniere, non sapendo mettersi nella pancia del Paese, della gente comune, la working class,  che deve preoccuparsi   di mettere insieme    il pranzo con la cena.

La Clinton  non ha convinto, non è piaciuta abbastanza,  non era certamente   lei la  persona giusta da mettere come controparte, troppo compromessa  con i giochi di palazzo, con  la politica del conformismo.

Il presidente uscente Obama ha subito fatto squadra, ha subito invitato il popolo  elettorale  ad accogliere pacificamente il risultato del voto,  anche se ci sono state manifestazioni giovanili spontanee   anti Trump, mosse  dalla cocente delusione e dalla paura del futuro.

Ecco, la democrazia è anche questo: ieri con un Presidente di colore, oggi con uno yankee  di razza  che   ha salutato e ringraziato la Grande  Congregazione Americana  per avergli dato fiducia, per averlo onorato di tanto  riconoscimento.

E  se Trump dovesse stupire tutti quanti???

Staremo a vedere. In politica contano solo i fatti.

Robert de Niro contro Trump

Vorrei prenderlo a pugni…