Adozioni per tutti

Utero in affitto no, adozioni per tutti sì.

Diritti civili sì, omologazione no.

Un Diritto è un dovere, non un assurdo.

Per maggiori chiarimenti:

normativa vigente

Pacs e Dico

Testo di legge in Parlamento: ddl Cirinnà

Il paradosso londinese

Tu cosa ne pensi?

 

 

 

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2 thoughts on “Adozioni per tutti

  1. Cara Aida, vedo che la materia giuridica la mastichi bene, mentre io non la conosco affatto nel dettaglio. Giurisdizione a parte, che lascio ai competenti, mi sembra di potere aggiungere alle tue spiegazioni questo concetto elementare: che non si può nel volere creare delle uguaglianze, nel contempo creare delle disuguaglianze, che erano nel frattempo garantite. Ossia non può una nuova legge contraddire una legge già in vigore, salvo che andiamo a dichiarare quella legge precedente non più legittima.
    Non so se ho reso l’idea…
    Ciao e grazie della tua sapiente osservazione :-))

  2. TU COSì MI STUZZICHI…. Quando fu introdotto il codice civile, con le successive riforme nel diritto di famiglia e con la Costituzione si è dato al matrimonio un significato ben preciso: uguagliare la posizione dei membri, ossia della donna rispetto all’uomo. Non a caso chi contrae matrimonio assume gli stessi diritte e gli stessi doveri, ma la ratio principale era quella di legalizzare un’unione e fare in modo che la posizione della donna fosse rivalutata grazie al sostegno economico, morale e assistenziale del marito. In effetti le prime norme del codice civile prima di qualsiasi riforma obbligavano il marito all’assistenza e al mantenimento della moglie, la donna, negli anni quaranta, viveva di uno status “patriarcale”, era “proprietà” del padre fino al momento del matrimonio, per poi passare alle cure del “marito”. Non c’erano diritti che eguagliavano lo status di donna al mondo sociale. non c’erano diritti d’eguaglianza sul lavoro, libertà di determinazione del proprio corpo… Quindi un modo per acquisire parità dinnanzi alla società per la donna era solo il matrimonio. Con le varie riforme la donna ha assunto una successiva qualità, quella di persona, uguale all’uomo, e per questo titolare di medesimi diritti e di uguali doveri. Nel dettato del nuovo codice civile la donna non è obbligata più a svolgere lavoro prettamente casalingo (che spetta oggi ad entrambi, ossia marito e moglie), mentre è obbligata (pena la possibilità di essere punita da capi d’imputazione penali allo stesso modo dell’uomo) all’assistenza economica e morale. Nei secoli (si veda la tradizione romana ad esempio) il matrimonio ha sempre avuto funzione di equiparare e consolidare lo status della donna. Una donna coniugata, pur rientrando nei “beni patrimoniali” del marito, e non avendo molti diritti, acquisiva con il matrimonio una “dignità”, diventava matrona di una famiglia.
    Tralasciando tutto ciò che ho detto (ci sono cose che oggi suonano assurde, ma che purtroppo sono esistite veramente) l’unione civile serve ad eguagliare nei diritti e nei doveri persone che acquisiscono paradossalmente uno status sociale (l’omosessualità) che invece non dovrebbe esistere, poichè non si trova uno status sociale per chi è fedifrago, traditore, simpatizzante di partiti di destra o di sinistra.
    orbene. Credo sia giusto legiferare sulle unioni civili, e forse il paradosso londinese lo giustificherei, ma terrei ben separate l’unione dal matrimonio e dalla convivenza. L’unione acquisirebbe diritti simili a quelli del matrimonio (non posso definire quali nello specifico, non è nella mia cognizione), ma se ne dovrebbe distaccare per alcune sottigliezze, divenendo quindi un istituto giuridico a se stante creato ad hoc per coloro che hanno un orientamento sessuale differente. Con la convivenza invece mi troverete in disaccordo nell’assegnare diritti e doveri simili a quelli del matrimonio. Se io credo in un’unione sigillata mediante un rito (civile o religioso che sia), perchè chi non crede in questo sugello deve avere gli stessi diritti (e magari nessuna responsabilità) miei? Se non vuoi legarti perchè ritieni la cosa assurda, perchè pretendi gli stessi diritti di una coppia sposata?

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