Cominciano a scoprirsi le carte

Pubblico solo un capitoletto  di quello che sarà il mio nuovo libro…

Parlerà di lavoro, di scuola e di cooperazione…(ed è un racconto di pura immaginazione ma che riflette la realtà del lavoro e della scuola in Italia)

Cominciano a scoprirsi le carte

Cominciano a scoprirsi lentamente le carte: le assistenti che venivano bistrattate dalla Dsga  uscente quando hanno appreso della sua dipartita hanno brindato per la felicità; altre due che con la capo ufficio aveva buoni rapporti, ma che comunque conservano per dignità una loro autonomia lavorativa, stanno osservando la situazione in attesa di decidere che posizioni assumere nei confronti del nuovo assetto;  l’impiegata che  invece era umma umma con la capa e che è risultata perdente posto, quella è stata la principale ragione che ha fatto decidere all’ultimo minuto al direttore (in questo caso direttrice) la richiesta di assegnazione provvisoria altrove,  stà altrove immagino abbastanza contenta d’avere causato questa conseguenza.  Fa sempre piacere sentirsi importanti, o comunque, dei precisi punti di riferimento per qualcuno, soprattutto quando questo qualcuno occupa dei posti di comando.

Il giro negli altri due plessi è stato fatto, e a dir la verità ho visto dei locali che  commentare che sembravano sporchi è dir poco; ma poi mi spiegano: alcuni spazi  della sede o hanno lavori di muratura in corso, o sono stati  luogo  di  accoglienza estiva dei bambini, quindi fino a qualche giorno fa  sono state teatro di lavori e di utilizzo; ovvio che adesso sono tutti  da pulire; si rilevano tutti i problemi e  la lista delle emergenze da segnalare al Comune che è il responsabile della manutenzione degli  edifici scolastici.

Per gli interventi di piccola manutenzione  non ci sono problemi, provvede la scuola con le minute spese, ma per tutto il resto (le mura, i bagni, le aule, gli impianti, il tetto, gli esterni, gli infissi…)  deve provvedere il Sindaco attraverso l’ufficio Pubblica Istruzione  e  relativo Ufficio  Tecnico,  che però ultimamente dice sempre di non avere grandi soldi.

Sto osservando le  colleghe  giorno dopo giorno mentre che le lascio lavorare in totale autonomia e cercando di disturbarle il meno possibile.  C’è Marta  della didattica che è molto silenziosa, non si sposta mai dalla sua cattedra, la preside me ne ha parlato   molto bene; poi c’è Ester   che mentre mi confidava a denti stretti di avere molto  sofferto con la direttrice di prima, praticamente aveva le lacrime agli occhi;  al protocollo  c’è  Piera   che tra le amministrative è la più anziana, con la massima competenza nel suo campo; alla finanziaria ( il settore che più mi riguarda )  c’è   Rosanna  che tra  tutte è l’unica ad avere conseguito la funzione superiore, ossia è l’addetta a sostituire  il Dsga assente.

L’anno scorso, non so perchè, ho visto che la nomina di vicaria alla direzione era stata data a Piera, credo per motivi di anzianità e perchè è quella con più servizio continuativo nella scuola. Forse questo ha provocato un certo risentimento in  Rosanna  che infatti ha già detto alla preside che intende chiedere l’utilizzo annuale presso  L’ufficio Provinciale del Territorio.

La Dirigente per questo si è molto risentita e sembra che voglia  in qualche maniera  rifarsi di questa assenza di spirito di squadra  cominciando a mettere dei paletti ben precisi, che però rischiano a loro volta di creare ancora più malcontento e ancora più scissioni e fuggi fuggi del personale.

Domani nella riunione con il gruppo   amministrativo (quello con i collaboratori scolastici c’è già stato ed ha portato molti frutti…)    proporrò proprio  Rosanna come mia sostituta (del resto è solo lei titolata a farlo).  Forse questo le darà una buona ragione per rimanere ancora un anno, e poi per l’anno nuovo io non ci sarò più, immagino, e le cose   andranno come dovranno andare anche senza di me.

Adesso che però ci sono,  il controllo ce l’ho io, accanto alla Preside,  e posso fare i miei passi, e seminare bene piuttosto che male,  così che  piano piano  le cose si stabilizzeranno   e  si tornerà ad una certa normalità (sempre che le cose stiano come mi detta l’impressione iniziale e non che ci siano elementi di valutazione a me ancora ignoti).

Ho fatto la conoscenza con il Presidente del Consiglio di Istituto; di solito sono genitori inesperti e  preoccupati  di venire disturbati il meno possibile,  salvo poi sapere il proprio figliolo gestito con una certa attenzione  dai professori o maestri; questo non è così, vuol sapere tutto di tutto (e magari anche di tutti) e mi sembra di capire che ha le mani in pasta  con il Comune, forse è dentro qualche maglia elettorale e la sua presenza interessata è forse  dovuta anche a secondi fini,  ma va benissimo lo stesso, di queste cose non si parla tra noi, perchè  con me si parla e si parlerà  sempre e solo di lavoro, di decisioni da prendere, di strategie da mettere in campo ecc…ecc… ( e va bene così, non sono fatta per il pettegolezzo o le intese poco chiare).

Lentamente vengono a presentarsi anche i docenti, ma loro lo fanno con il Direttore solo per motivi di interesse personale, ossia se devono prendere informazioni sulla loro ricostruzione di carriera e sulla loro  pratica pensionistica o sulla ricongiunzione dei servizi….

Per un docente la segreteria è quel luogo strano che non si capisce le impiegate cosa abbiano da fare per sette ore continue;  a volte  diventa anche quel luogo dove vengono assegnate le docenti o i docenti che come dire, vanno fuori di testa, e dunque diventano dei dipendenti scomodi, che non possono più coprire ruoli di insegnamento.

Come sta capitando a noi che ospitiamo una professoressa  in difficoltà,  Sonia, che però ora si deve decidere dove collocarla stabilmente, visto che  nemmeno in segreteria dimostra di potere funzionare in maniera serena; al telefono a volte se ne esce con  argomentazioni poco appropriate; “Se la fa  archiviare”,  la Dsga precedente aveva detto alla preside,  “non me ne assumerò la responsabilità”; allo sportello non ne parliamo;  non rimane che la biblioteca,  dove potrebbe venire relegata  tra i libri e le mura che non hanno nè orecchie nè bocche per replicare.

In quanto a Laura, la Direttrice che se ne è andata, doveva venire ieri a fare il passaggio delle consegne, ma non s’è vista, addirittura ha sparato la balla che si era presentata ma che a scuola non c’era nessuno; no problem,   mi sono fatta dare l’orario presunto del suo arrivo, l’abbiamo confrontato con i presenti ed abbiamo concluso che ci stava spudoratamente prendendo in giro.

La preside l’ha ricontattata   e facendo finta di niente le ha detto davanti a tutti che sentivano,  che non era possibile, che evidentemente ci doveva essere stato un priquoquo,  e che dunque la si attendeva, la si attendeva  il prima possibile, visto che “proprio oggi abbiamo scoperto che una pratica pensionistica di una docente andata in congedo  dal primo settembre dovrebbe avere il fascicolo completo da consegnare , ma di questo fascicolo   non c’è nessuna  traccia”.

La   Ds  è molto  contrariata;  mi chiede cosa sono tutte quelle carte che mancano, ed io che mi sono preoccupata di portarne alla sua attenzione l’elenco, rispondo già stanca, dopo otto  ore di lavoro indefesso :   “Preside, non posso fare in un giorno un lavoro di un anno; domani la prendo in mano e vediamo di risolvere”

Considerando che poi di pratiche pensionistiche non ne ho mai fatte,  ci sarà da divertirsi, ma intanto a me piace imparare, sono nata studente,  e dunque farò anche questo.

dal libro in prossima pubblicazione  (Un Paese, una Scuola)

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