propositi per il nuovo anno

Per il  nuovo anno mi sto preparando con tanti buoni propositi.

So che il pensiero positivo aiuta e dunque non serve ripetere all’infinito le cose che non vanno bene, quanto piuttosto sottolineare nella testa le cose che stanno già funzionando e che possono, anzi, devono, migliorare.

La prima tra tutte ci può stare l’avere cura di noi stessi. Se dovessimo ammalarci o se ci dovesse accadere qualcosa, addio buoni propositi, tutto finirebbe in ramenga in un batter di ciglio…

La seconda cosa, ci può stare un pensiero per il lavoro. Se lavorare stanca, non avere un lavoro uccide, e quindi qualunque sforzo faremo per migliorarlo, sarà certo ben fatto. Non solo per migliorarlo, ovviamente, ma anche per proteggerlo e per non farcelo portare via da una classe politica che sa fare solo tre cose molto bene: rubare, rubare e rubare, creando povertà sociale.

La terza cosa  che non può mancare è la serenità in famiglia.  Le nostre famiglie sono il nostro treno viaggiatore. Ci sono tanti vagoni, ogni vagone è una famiglia, un insieme di famiglie; se il treno si ferma, ci fermiamo tutti.

Sul treno, viaggiando, passiamo di vagone in vagone, facciamo conoscenze, ma poi ognuno torna al proprio posto, a sedere, a ristorarsi, aspettando il momento di scendere.

La nostra famiglia in un certo senso è la nostra carta di identità. Lo so che lo è sempre di meno in un mondo dove i legami sono diventati fragili e solo pura formalità, lo so che non si può chiamare famiglia chi ci uccide, ci violenta, ci minaccia, ci ignora, e non ci ama affatto, verso la cui violenza ognuno di noi deve sapersi ribellare e sapere chiedere aiuto; ma le vere famiglie, quelle che ci mettiamo sulle spalle  e che sappiamo perchè vogliamo e perchè dobbiamo sostenere, quelle sì che sono i nostri occhi, il nostro naso, la nostra bocca, le nostre mani…

Al quarto posto  metto senz’altro il tempo libero.

Il tempo libero  è un  poco il sabato della settimana, o la domenica, per chi il sabato lavora.

E’  quel giorno che possiamo dedicare non dico solo a noi stessi, che sarebbe triste, a pensarci un pò bene;  lo possiamo dedicare al fuori programma, a quel che capita capita, e così sia, e così accada, e possa il sole illuminare e creare l’ombra che creerà giochi di luce che ispireranno l’artista che ne farà disegni e colori che produrranno sogni che diventeranno farfalle  che si poseranno di fiore in fiore, sempre più in alto, lassù, fino a toccare le nuvole, per poi finire nella valle, sulle rive del mare, e decidere di prendere una barca, e di andare a remare…

Insomma, il giorno del non so che, del quasi nulla, dell’imprevisto.

Infine, nel nuovo anno ci dobbiamo portare il  silenzio.

Sì, ragazzi, è così bello il silenzio.

E’ una pagina vuota senza parole, che vuol dire che può contenere di tutto, anche quello che non c’è.

E’ una pagina bianca, che in ogni momento potrebbe diventare colorata.

E’ una pagina democratica, perchè non dà sentenze irremovibili e perentorie.

Dice a ognuno di noi: ” Tu chi sei? Come ti chiami? Cosa vuoi? Cosa hai fatto per averlo?…”  E ci lascia parlare, raccontare, sproloquiare, a volte.

E la pagina bianca, saggiamente e con grande umiltà, rimane in silenzio, e raccoglie tutti i nostri pensieri  segreti e privati, solo nostri,  perchè solo  noi potremmo capirli, apprezzarli, accoglierli.

Ecco,  questi mi sembrano dei buoni propositi, per l’anno nuovo che arriva.  Non vi pare, amici carissimi?

 

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