I miei incantesimi

I miei incantesimi

I miei incantesimi sono infranti.
La penna mi cade,
impotente,
dalla mano tremante.
Se il mio libro é il tuo caro nome,
per quanto mi preghi,
non posso più scrivere.
Non posso pensare,
né parlare,
ahimé non posso sentire più nulla,
poiché non é nemmeno un’emozione,
questo immobile arrestarsi sulla dorata
soglia del cancello spalancato dei sogni,
fissando in estasi lo splendido scorcio,
e fremendo nel vedere,
a destra e a sinistra,
e per tutto il viale,
fra purpurei vapori,
lontano
dove termina il panorama
nient’altro che te.

Edgar Allan Poe

 

Cosa ne pensate?

Se il sentimento estatico non è legato all’effetto di una droga, pur che sia…, niente male, bravo Edgar… che ci hai lasciato in eredità versi assolutamente belli, assolutamente unici, assolutamente  tuoi, come nessun essere umano “normale” sarebbe in grado di fare.

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