Ecco quello che forse si voleva dire…

Voi che vivete tranquilli
nelle vostre linde casupole,
voi che trovate tornando a sera
le vostre cose ordinate:
Considerate se questo è un paese
che ha perso il lavoro
che non conosce certezza
che lotta cieco per non mollare
che muore per una tassa di troppo.
Considerate se questa è una donna
che va sulla strada ancora bambina
tra l’indifferenza di tutto
compreso il suo cuore mai cresciuto
lasciato come un muscolo spento.
Meditate che questo è:
Vi comando queste parole.
Rileggetele fino a stordirvi,
domandovi se siete ancora umani
o solo funebri occhi viziati.
Non andate a cercare altro.
Voi siete colpevoli,
e se non lo volete capire,
e per questo cambiare,
che possa colpirvi la malasorte,
la malattia, la peste,
non più degni di vivere.

(Grazie a Primo Levi che ci ha raccontato con il dolore la gioia negata della vita)

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