l’inizio comincia dove finiscono le cose morte

 

Intellettuali capaci e attenti sanno fare analisi attente e severe, ma non per questo disfattiste  e  deprimenti.

Sembrerebbe che i maggiori difetti del nostro paese siano almeno sette, come i sette vizi capitali:  essi sono l’infantilismo, l’arroganza, l’ignoranza, il clientelismo, il provincialismo, il nepotismo e il disfattismo.

Si è infantili   quando  si cercano sempre scuse per scusarsi,  quando non si è capaci di assumersi le proprie responsabilità,  quando ci aspettiamo che gli altri debbano sempre venirci incontro, comprenderci, favorirci…

Si è  arroganti quando abusiamo del nostro potere, del nostro ruolo, della nostra posizione, a volte anche solo presunta,  mortificando, umiliando e distruggendo la vita degli altri.

Si è ignoranti quando  ci si bea della nostra non conoscenza, ritenendola persino una virtù, e si disprezza chi cerca di non esserlo, vedendolo come un nostro nemico.

Il clientelismo  è il favorire l’amico dell’amico dell’amico, dentro la logica “Io faccio un favore a te, fottendo il mio prossimo, e tu farai lo stesso per me perchè diventi mio debitore”

Poi c’è il provincialismo, che è il non riuscire a pensare secondo un punto di vista  ampio, articolato  e complesso, restando prigionieri di luoghi comuni, di meschinerie, di  bigottismo locale.

Segue il nepotismo che è il favorire i membri della propria famiglia  o del proprio clan,  secondo la logica perversa  del far parte di un gruppo chiuso, di un gruppo separato che non vuole aprirsi al mondo esterno, dove tutto quello che rimane fuori conta meno di niente.

Per finire ecco il disfattismo,  il voler criticare sempre tutto e tutti ancor prima di poterne vedere e valutare   le opere e le conseguenze, solo per comodità, per vantaggio personale, per invidia malcelata,  per cafonaggine, per stupidità….

Se questi sono i nostri grandi limiti e malanni,  possiamo  combatterli  con altrettanti comportamenti  opposti,  che potrebbero essere  l’agire in maniera  responsabile, anticonformista, disposti al cambiamento, alla pazienza, alla trasparenza, alla condivisione e al sapere complesso o trandisciplinare.

Senza l’inizio del nuovo, non ci può essere l’inizio della  fine del vecchio.

Ma dove abita il nuovo?

 

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2 thoughts on “l’inizio comincia dove finiscono le cose morte

  1. Tutte le cose belle e importanti sono difficili a farsi o fragili da conservare, però si comincia da un inizio, e l’inizio è dentro la nostra decisione, semplicemente…
    Grazie del commento, ciao 🙂

  2. Credo sia proprio questo il problema. Tutto quello che hai scritto è più che giusto e ti viene da piangere solo a pensarci. E la cosa che a me fa più tristezza è la consapevolezza che questi atteggiamenti sono talmente radicati nella nostra cultura che, secondo me, sarà difficile una ripresa.
    Ciao 🙂

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