This is democracy

Dopotutto il bello della rete  è che qui non ci sono detentori che non possano essere messi in discussione, regole che non possano essere personalizzate, tempi di intervento che non si possano modificare, contenuti che ci vengano imposti,  compagni di viaggio che si debba subire.

Ci si sceglie, si sceglie, qualche volta si viene scelti, al massimo si collabora, e tutto finisce lì.

Non è la vita reale   che ti porti a casa, che ti tieni in casa, che vivi sul posto di lavoro, ogni santo giorno della tua vita, dove a volte non hai scelto, non sei stato scelto e nemmeno riesci a collaborare, e nulla finisce.

Per quel che mi riguarda la vita reale è la cosa prioritaria. Non lo dico io, lo dice il buonsenso e la ragionevolezza. E’ nella vita reale che dobbiamo sapere costruire buoni equilibri.

Poi c’è il web che può essere visto o come il completamento di essa (cosa saggia e giusta) o come la fuga da essa (cosa triste e improduttiva).

In entrambi i casi  nella rete  per gioco è  tutta una fiction.

Si apre il grande teatro  e gli attori recitano la loro parte.

Così è tutte le volte.

Tutti possono partecipare (questa è la cosa rivoluzionaria) nella propria misura, a questo meccanismo; ognuno  secondo il proprio gusto, capacità  e prospettive.

Se si vuole fare gruppo non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Se si vuole stare in disparte,  pur restando nella mischia, non c’è che da organizzarsi.

Del domani non c’è nessuna certezza se non che si accenderà il modem e che si andrà sul web   a sbirciare, scrivere, cazzeggiare…

Altri a fare cose assai utili e preziose.

Altri ancora a  fare comunità educative.

Altri ancora a meditare nuovi progetti e possibilità di sviluppo.

Del resto,  potremmo mai tornare ad un mondo senza internet?

Io non riesco nemmeno più ad immaginarmelo. Di sicuro mi verrebbe a mancare un pezzo  forte della mia quotidianità.

Peccato che non esistono altrettanti   mezzi di trasporto così veloci da permetterci di trasferirci fisicamente  in tempi  velocissimi ed altrettanto economici da un luogo ad un altro.

Per ora possiamo trasportare  in tal maniera solo le parole, le idee, le emozioni e le nostre stupidaggini più o meno pesanti. Certo, è già qualcosa, è meglio di  niente.

Mi domando quanto potrebbe cambiare l’incontro diretto con chi ci intratteniamo a discorrere  solo tramite un filo. Certo modificherebbe di molto la nostra comunicazione, senza dubbio in meglio, nel senso che se dovessero emergere punti di sinergia,  detto meglio andrebbe al top, mentre se dovessero emergere punti di attrito, ne guadagnerebbe  la consapevolezza  che porterebbe a nuove tattiche e soluzioni operative.

Fosse anche la drastica ma benefica  decisione di tagliare contatti (che del resto abbondano, esattamente come nella vita reale, più in quantità che in qualità)

Ragazzi, non è fantastico?

Prima del www il più miserabile dei miserabili non era  perchè non poteva essere autore di nulla. Dopo il www  anche il very normal people è diventato autore di qualcosa,  fosse anche solo di sè stesso e del suo cane, o della propria personale passione.

A me piace.

This is democracy.

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