Si chiama FRANCESCO

La fumata bianca

Fratelli e sorelle, buonasera

Si è affacciato al balcone per mostrarsi ai suoi innamorati; ci ha colto tutti con stupore, nessuno aveva pensato a lui, a questo nome, Jorge Mario  Bergoglio.

Timido, modesto, umile, spiazzante.

Senza parole, come impietrito, ma per la commozione.

Ha la faccia buona, di un buon vecchio gentile, e porta molto bene i suo anni, non esattamente pochi.

E’ forse la sola pecca che mi sembra di potere risollevare.

Mi piace che abbia scelto il nome di Francesco.

Mi piace che sia un gesuita.

Mi piace che venga dall’Argentina.

Mi piace che non appartenga a nessun ingranaggio  legato alla curia romana.

Mi piace.

E mi piace che si sia messo a pregare le preghiere che tutto il mondo recita da sempre, come un semplice padre potrebbe fare con i suoi figli prima di metterli a dormire.

Il suo primo pensiero è andato al pontefice uscente, al pontefice dimissionario, a colui che ha voluto cedergli il passo, come a segnare una precisa continuità, ma anche una preciso cambiamento…

Infine mi piace che abbia chiesto al suo popolo di pregare per la sua benedizione, prima che egli stesso si sia permesso di benedire gli uomini del mondo, tutti gli uomini e le donne di buona volontà…

Benvenuto tra noi, Francesco I.

Cercheremo d’essere degni del tuo impegno, che si preannuncia davvero grande.

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