Il paese delle parole

Ma un popolo degno d’essere nominato tale

per sentire l’orgoglio d’essere se stesso

ha bisogno di una serata che lo celebri

attraverso il poeta di turno?

Io amo i poeti

che molto mi rappresentano

ed amo Benigni

anche solo  dovendolo  per la sua specialissima persona

ma il popolo bue no

il popolo ossequioso no

il popolo che davanti al teatro sta compito e finge commozione

ma poi dentro le pareti domestiche si trasforma in un boia

no

non lo capisco

non m’ inganna

non m’interessa

non può fare più notizia

nemmeno se si prona  davanti  a un genio

al ballerino numero   uno  della Scala

o ad uno spettacolo degno d’una resurrezione

Se dobbiamo amare la nostra bellissima Costituzione, amiamola  e basta,

ed   insegniamola a scuola ai nostri giovani,

come ai nostri bambini.

Se per innamorarcene dovessimo  aspettare il giullare di corte,

allora abbiamo sempre dormito

allora dormiamo

allora ci prendiamo in giro

e saremmo  messi

parecchio parecchio parecchio

male.

“Viva il nostro paese, e così sia…”

aldilà delle belle parole

che se stanno dentro una Costituzione

devono stare dentro la politica

e non  sulla carta di un meraviglioso  libro.

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