PROCESSO A UN CRIMINALE

Il saluto di Anders Behring Breivik alla Corte distrettuale di Oslo  (Xinhua)

Nell’immagine   il «saluto dei cavalieri templari, segno di forza, onore e sfida ai tiranni marxisti d’ Europa»

Le sue dichiarazioni in diretta

«Chiedo l’assoluzione perché sono innocente: ho agito in modo violento per prevenire una guerra, e per preservare la razza norvegese. Lo rifarei».

«Le persone che mi accusano di essere malvagio, confondono il fatto di essere malvagi con l’essere violenti – ha detto – quando la rivoluzione pacifica è impossibile, l’unica via è la rivoluzione violenta»

(L’ho fatto)  “per prevenire la guerra che sono sicuro al 100% scoppierà in Europa tra nazionalisti e internazionalisti»  e che naturalmente    «sarà  vinta da noi nazionalisti, che sconfiggeremo la sinistra estrema».

«Morire o passare la mia vita in prigione per me è un onore», ha aggiunto, spiegando di «essere nato in una prigione: questo paese che non permette di esprimere liberamente le proprie opinioni».

Ecco la linea della difesa:  

«Le stragi furono crudeli ma necessarie per salvare l’ Europa da una guerra in corso», ha detto il capo dello staff di difesa Geir Lippestad, che in questo processo della durata prevista di almeno dieci settimane ha chiamato a testimoniare figure dell’ estremismo come il mullah Krekar del gruppo islamista Ansar Al Islam e il blogger xenofobo Fjordman.

Chi è Anders Behring Breivik ?

E’ un terrorista    ed ha 33 anni;    il 22 luglio   scorso    ha sterminato  in Norvegia, ferocemente  e senza pietà,  77 persone, di più , 77 giovanissimi innocenti e disarmati,  in  75 minuti  senza fine,  senza contare le persone ferite e rimaste lese per sempre.

Oggi il suo paese lo sta processando; si parla di 21 anni di galera  e poi libero (ma non pochi vorrebbero in questo caso la pena di morte)

Questo è il massimo possibile per la legge  norvegese,  e nessuno  se ne dà pace, se ne fa una ragione, nè riesce a comprendere le ragioni di questo gesto di lucida    follia.

2083 Dichiarazione di indipendenza europea

E’ questo il titolo del memoriale di 1500 pagine pubblicato sul web da Anders Behring Breivik, l’uomo ritenuto al momento l’unico responsabile dell’attentato di Oslo e dalla strage di Utoya. Il memoriale, che nel titolo ricorda un po’ un film di fantascienza, vide la luce nel 2009: al suo interno Breivik si definisce un un cristiano conservatore, patriota e nazionalista, si distanzia dai neonazisti, che descrive come “emarginati, irascibili e razzisti skinhead” e si scaglia contro il multiculturalismo e l’immigrazione musulmana.

L’OPINIONE DELLA STAMPA LOCALE

Il giornalista  Simon Jenkins all’epoca dei fatti   sul Guardian  scrisse: “la tragedia norvegese è esattamente questo: una tragedia. Non significa niente e non le si deve dare a tutti i costi un significato. Anders Breivik non ci dice assolutamente niente della Norvegia. Non ci dice nulla di terrorismo o di controllo delle armi o di come lavora la polizia o che cosa sono i campi estivi politici. Palesemente, è molto malato. Il nostro presunto distacco dai mali del mondo era un “velo di circostanza”, creato di proposito da alcuni esponenti politici che vogliono tenere nascosto che la Norvegia – uno dei paesi fondatori della Nato e un alleato tradizionale degli Stati Uniti – di fatto conosce da vicino la violenza”.

Il giornalista     Martin Sandbu  lo scorso luglio, a due giorni dalla strage di Utøya, scriveva sul Financial Times:  “I paesi nordici spesso sono percepiti come più tolleranti nei confronti degli immigrati rispetto agli altri paesi dell’Europa del Nord. Ma può anche accadere che i governi molto semplicemente riescano a camuffare meglio la loro ostilità”.

“Ad essere andato in frantumi il 22 luglio – conclude Sven Egil Omdal  – forse non è il paradiso, ma soltanto lo specchio che ci eravamo costruiti”.

UNA SOPRAVVISSUTA ALLA STRAGE.  “Camminava lentamente lungo l’isola e ha sparato contro tutti. Poi si è avvicinato verso il posto dove ero seduta e ha aperto il fuoco uccidendo subito dieci persone. La cosa strana è che era così calmo. Sono riuscita a salvarmi perché mi sono buttata in acqua”. Così una giovane sopravvissuta alla sparatoria di ieri sull’isola norvegese di Utoya, durante il raduno dei giovani laburisti, ha raccontato alla tv Tv2 la dinamica dell’attacco omicida. “Ci siamo riuniti per parlare di quanto era appena accaduto a Oslo quando abbiamo sentito gli spari. Sul momento non gli abbiamo dato importanza, poi tutti hanno iniziato a scappare”, ha detto un’altra ragazza di appena 16 anni. E ancora: “Ho visto un poliziotto con i tappi per le orecchie. Ha detto: ‘vorrei riunirvi tutti’. Poi ha iniziato a sparare. Siamo corsi sulla spiaggia e iniziato a nuotare verso la terraferma”, ha detto la ragazza raccontando che l’autore della strage ha sparato anche in acqua. In molti hanno cercato rifugio in altre case mentre gli spari continuavano, altri invece sono fuggiti nei boschi o via mare. La polizia ha setacciato la zona durante la notte alla ricerca di sopravvissuti. Al raduno hanno partecipavano giovani di età compresa fra i 15 e i 20 anni. Il presunto autore della strage, di nome Anders Behring Breivik secondo alcuni media, è stato arrestato subito dopo la strage. Aveva con sè una pistola, un fucile da caccia e un’arma automatica, secondo la Bbc. Le autorità hanno trovato poi altre bombe inesplose sull’isola. Non ci sono notizie immediate su altri sospetti, ma la polizia sta comunque lavorando sull’ipotesi di diverse altre persone coinvolte nella strage.

video strage

Parlano i sopravvissuti

Anche in questo caso credo non ci sia bisogno di aggiungere null’altro…

Annunci