L’esercizio diabolico della menzogna

 

Ciao a tutti.

Continuiamo  la nostre chiacchierate filosofiche   approcciando il tema  di quello che è l’esercizio più praticato e diffuso su tutto il pianeta, ossia l’esercizio  della  menzogna.

Non  a caso è stato definito  nel titolo  con l’aggettivo diabolico, che in questo caso più che un aggettivo e basta assurge alla qualifica di sostantivo vero e proprio; in altre parole  chi mente si assume il ruolo di demone, di Satana, quel Satana che nel   paradiso terrestre ha tentato  la povera Eva con l’inganno della mela.

Già, mitologia qualcuno sta già per dire,  creduloneria altri sopraggiungerebbero, falsi credi ormai superati, altri ancora sono pronti a sentenziare di gran concerto!!!  Simbologie che vanno reinterpretate nella loro significanza psicologica, i più moderati  potrebbero aggiungere…Avete tutti ragione,  come potere parlare nel terzo millennio  ancora di queste pagliacciate? ancora di queste favole? ancora di queste dottrine preistoriche? ancora di questi simbolismi che celano semplicemente l’insicurezza dell’essere e non il suo bisogno di un Dio…

Amici miei, saranno pure pagliacciate, saranno anche favole per bambini un pò deficienti,  saranno dottrine preistoriche, saranno simbolismi  che  celano il nostro infantilismo  mai cresciuto, ma io ci credo. Perchè dovrei nascondere il mio credo?  Se cercassi di nasconderlo  farei peccato di omissione, ossia mentirei, andrei anch’io ad aggiungermi a coloro che praticano quotidianamente l’esercizio  della menzogna e non voglio assolutamente annoverarmi  a questa foltissima catena di omuncoli.

Nella realtà con la menzogna  noi facciamo tutto; con la menzogna ci sposiamo, facciamo figli, abbracciamo credi, tradiamo gli amanti, ci divertiamo con gli amici, svolgiamo il nostro  lavoro, ci relazioniamo con il nostro prossimo, educhiamo  i nostri stessi  pargoli, trasmettendo il dna dell’arte di mentire di generazione in generazione…

Scuasatemi, ovviamente sto usando un noi generico, un noi che vuole essere provocatorio quanto basta, perchè non è fortunatamente vero  che siamo tutti disposti a rinnegare le nostre convinzioni, i nostri sogni, i nostri amori, le nostre felicità nascoste.

Se allora  mentire può a volte essere concesso come il male minore, come l’unica scappatoia che ci rimane per uscire da situazioni imbarazzanti e delicate,  occorre  urlare che mentire per altri scopi assai meno onorevoli ed  innocui  è un delitto che non va assolutamente accettato e sottaciuto.

Quindi denunciatelo, denunciatelo, denunciatelo sempre.